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giovedì 29 giugno 2017 18:03:05
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VIOLENZA DONNE, ‘PROTOCOLLO EVA’ PER PREVENIRE E INTERCETTARE ABUSI RIPETUTI

7 marzo 2017 Cronaca
Un protocollo di intervento delle Forze dell’Ordine dedicato alle donne: si chiama, non a caso, EVA (Esame Violenze Agite), è stato sperimentato per alcuni mesi a Milano e sarà operativo in tutta Italia. “Milano è uno dei punti d’eccellenza per la collaborazione tra città e Forze dell’ordine e il Progetto E.V.A è importantissimo”, ha spiegato l’assessore alla Sicurezza, Carmela Rozza, durante la presentazione del progetto a Palazzo Marino. “Le donne spesso sono vittime e non dobbiamo dimenticare che la violenza è figlia di un concetto di proprietà del corpo e di un concetto di subalternità della donna verso l’uomo. Per questo l’impegno delle Forze dell’Ordine danno il segno chiaro di quanto la nostra società è andata avanti in questo tema”. Il protocollo consente alle forze dell’ordine di “monitorare” casi di violenza domestica creando un database dove vengono schedate non solo le denunce formali, ma anche i casi di intervento che non si concludono però in una denuncia da parte della vittima. Come ha spiegato a margine della presentazione Maria Josè Falcicchia, responsabile dell’ Ufficio prevenzione generale della Questura di Milano “il protocollo nasce dalla volontà di ottimizzare la previsione di un legge, quella sul femminicidio dell’ ottobre 2013, e la collaborazione con le nostre volanti, che sono sempre presenti sul territorio. L’obiettivo è di cogliere il concetto di flagranza, che è alla base della legge, per poter intervenire e eventualmente arrestare nel caso in cui l’episodio per cui si interviene non fosse stato il primo”. Con il protocollo, infatti, episodi di violenza ripetuti si intercettano, si mettono a rete e dopo il terzo episodio si può procedere all’arresto. Alla presentazione di EVA ha partecipato anche il neo questore di Milano, Marcello Cardona, che ha ricordato l’importanza non solo di protocolli e progetti come questo ma anche della diffusione di una cultura della parità di genere e della sicurezza: “Questo progetto sarà uno strumento importante per tutti, ma credo che sia la cultura che dobbiamo diffondere. Milano deve essere orgogliosa di questo protocollo, ma se non c’è il proselitismo e il diffondersi della cultura i progetti restano senza senso” ha concluso il questore.

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