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domenica 20 agosto 2017 11:36:47
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VIA BRIOSCHI, ASSOEDILIZIA PROPONE SISTEMI “BLOCCO EMERGENZA” GAS

13 giugno 2016 Cronaca

“L'esplosione da gas di via Brioschi a Milano (tre morti e nove feriti), l’episodio più grave a Milano di questa tipologia di disastri dopo l’esplosione di viale Monza nel settembre 1994, sette morti, e di via Lomellina (2006), quattro morti, si aggiunge a un bilancio pauroso che, secondo i Vigili del Fuoco, in Italia conta in questi primi mesi del 2016 38 esplosioni e 10.625 fughe di gas. Lo scorso anno si sono registrate 177 esplosioni ( una ogni due giorni ) e oltre 23.000 fughe di gas. Decine i morti, centinaia i feriti, i danni difficilmente calcolabili. Quasi un bollettino di guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno?” COsì Assoedilizia che, spiega in una nota, “denuncia da decenni l’inadeguatezza e delle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas”.
“Quando l’odore di gas si diffonde nelle parti comuni o all’esterno dell’edificio – afferma il suo presidente Achille Colombo Clerici – e' necessario fermare immediatamente la fuoriuscita del gas. Sovente non e' possibile dare l'allarme ed aspettare l'accorrere del soccorso. Se il punto di dispersione del gas non e' individuato all'interno delle singole unita', intervenire sugli impianti all'interno delle abitazioni risulta inutile. Occorre bloccare l'emissione a monte, interrompendo il flusso di gas all'intero palazzo/condominio bloccandolo addirittura all'esterno dello stesso edificio”.
Per questo l’associazione dei proprietari immobiliari propone “l’istituzione di un “blocco di emergenza” dell’erogazione generale in ogni palazzo, azionabile da chiunque sotto la propria responsabilita': un po’ come avviene con i freni di emergenza dei treni ( ogni abuso verra' punito reca la relativa iscrizione ) dove, in caso di pericolo non è necessario correre a chiamare il capotreno per fermare il convoglio. Così – nel caso in questione – non sarebbe piu' necessario chiamare e attendere l’arrivo dei tecnici o dei Vigili del Fuoco per disattivare la rete a monte dei singoli impianti. Ovviamente il costo di tale installazione di sicurezza va addebitato non al proprietario di casa, ma alle aziende erogatrici di questo pericoloso elemento, l’unico “esplosivo” che la legge consente di introdurre nelle abitazioni”.

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