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mercoledì 23 agosto 2017 04:22:05
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VETERINARIA INVESTE CANE E NON LO SOCCORRE, AIDAA SPORGE DENUNCIA

25 settembre 2016 Cronaca

L'associazione animalista Aidaa ha sporto denuncia nei confronti della veterinaria che giovedì scorso, in zona San Siro, ha investito e ucciso un cane, che attraversava la strada, a bordo della propria auto. La donna non si era fermata a soccorrere l'animale, sollevando anche il commento indignato dell'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza che aveva chiesto provvedimenti nei confronti della donna da parte dell'ordine dei medici veterinari. Ora l'associazione ha presentato una denuncia alla procura della repubblica di Milano per il reato di maltrattamento di animale ai sensi dell'articolo 544 bis del codice penale. “Esistono delle sentenze della corte di Cassazione – spiega l'associazione – che stabiliscono che l'omissione di soccorso di un animale, ovunque avvenga l'incidente. Nel caso specifico essendo intervenuta la morte del cane si applica di fatto quanto sostenuto dalla sentenza numero 29543 della terza sezione penale della Corte di Cassazione emessa il 9 giugno del 2011 e depositata il 22 luglio del medesimo anno in cui si riconosce che qualora dopo l'investimento dell'animale subentri per assenza di soccorso la morte del medesimo si deve applicare il reato di cui all'articolo 544 bis del codice penale che parla espressamente di morte dell'animale”. “Abbiamo deciso di procedere con la denuncia penale nei confronti della veterinaria che ha ucciso il cane in quanto riteniamo che a differenza di quanto hanno sostenuto la Rozza e gli agenti della polizia locale di Milano esistano in base al contenuto della sentenza 29543/11 della Cassazione esistano anche in questo caso i presupposti di applicazione della normativa penale nella fattispecie del reato di maltrattamento causante la morte dell'animale- spiega Lorenzo Croce presidente nazionale di Aidaa – nei prossimi giorni trasmetteremo la copia della denuncia anche all'ordine dei veterinari e anche all'assessore Rozza in modo che in futuro qualora nel malcapitato caso possa capitare ancora un fatto cosi grave possano essere presi dai poliziotti locali intervenuti i provvedimenti del caso e non si facciano scrivere ai giornali fregnacce”.

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