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giovedì 19 ottobre 2017 14:49:48
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Veronesi, folla in coda per l’ultimo saluto all’oncologo scomparso
Alla camera ardente anche molti ex pazienti e tanti giovani

10 novembre 2016 Cronaca, Politica

Il ricordo di Sala: “Maestro di umanità, mi sentivo protetto”
Tante rose rosse e due corone di fiori circondano il feretro di Umberto Veronesi posizionato in Sala Alessi a Palazzo Marino. Sopra la bara di legno scuro è adagiato un cuscino di rose rosse. La camera ardente ha appena appena aperto e il primo ad entrare è stato il sindaco Giuseppe Sala con la fascia tricolore accompagnato dal vice sindaco Anna Scavuzzo e dal presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolè. Sala ha osservato qualche secondo di silenzio e poi è andato a salutare la famiglia dell’oncologo scomparso seduta alla destra del feretro. Tantissime le persone accorse a rendere l’ultimo saluto all’oncologo morto il 9 novembre. s20a3447-resized-1280Tantissimi i visitatori, in coda, per l’omaggio al medico:  molti sono uomini e donne che Veronesi ha curato o parenti dei suoi pazienti. La gente entra a scaglioni e molto spesso si formano piccole code all’esterno. Tra i visitatori anche molti giovani. Tre di loro, tutti 15enni, hanno voluto rendere omaggio all’oncologo una volta usciti da scuola perché “ci sembrava giusto”. “Lo conoscevamo perché ce ne parlavano le nostre famiglie”, spiegano ricordandolo per “le sue lotte contro il cancro e per la legalizzazione della cannabis”. “Io – aggiunge un altro di loro – ne ho sentito parlare perché l’anno scorso mia nonna è morta di cancro e aveva fatto qualcosa con la Fondazione Veronesi”.  E sono tanti i messaggi di affetto che chi ha raggiunto Palazzo Marino ha voluto dedicare a Umberto Veronesi, scomparso martedì sera e la cui camera ardente è allestita in sala Alessi. Nei registri delle condoglianze sistemati fuori, si possono leggere le esperienze di molti pazienti curati dal professore. Dario ci tiene a dirgli grazie perché “avevi salvato mia mamma, quando nel 1978 un tumore maligno al seno era considerato una condanna a morte”. Rosangela, invece scrive:”grazie prof, ha dato 10 anni di vita in più alla mia mamma”. Dai messaggi non emerge solo la gratitudine per l’uomo di scienza, ma anche per l’uomo Veronesi, “un grande orgoglio italiano”. Flavia, per esempio, scrive “grazie per avermi indicato la strada per combattere e vincere contro il tumore al seno, non la dimenticherò mai”.

SALA: “UN MAESTRO DI UMANITÀ” – “È difficile spiegare quello che si prova quando si è malati, quando ti succede è un mondo diverso. Io credo nella medicina, a volte vedo anche medici che invitano a cure alternative”, invece “bisogna fidarsi della medicina. Però, l’umanità di chi ti cura diventa fondamentale e in questo Veronesi era certamente un maestro anche per quello che è riuscito a fare allo Ieo”. Così il sindaco Giuseppe Sala ricorda Umberto Veronesi a margine della visita alla camera ardente allestita in Sala Alessi.
Ricordando il periodo in cui lui stesso è stato in cura dall’oncologo, dopo che gli era stato diagnosticato un cancro, ha detto: “Mi ha rassicurato perché alla fine una persona malata ha bisogno di essere rassicurato dalla medicina. Io ho contato su me stesso, però mi sentivo protetto. Lui in questo era veramente molto bravo. Di quei momenti mi ricordo il fatto che lui mi disse ‘Questo è il mio numero di telefono, quando hai bisogno chiamami’. Io ero una persona qualunque, non che ora non lo sia. Alla fine è questo che fa la differenza perché quando si è malati ci sono momenti di tranquillità e momenti di paura e poter contare sulle parole al di là delle cure è molto importante”.d.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s);

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