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domenica 27 maggio 2018 09:47:04
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VAREDO, GRUPPO CAP: EX DEPURATORE OSPITERÀ CRI E PROTEZIONE CIVILE

13 febbraio 2017 Ambiente
In futuro diventerà un parco di 60mila metri quadrati, ma nel frattempo l’impianto di depurazione dismesso potrà già ospitare la sede della Croce Rossa e della Protezione civile di Varedo, grazie a un accordo fra Gruppo CAP e l’amministrazione comunale di Varedo. Gli stabili dismessi e lasciati vuoti, si sa, si degradano velocemente e possono divenire oggetto di vandalismi, oltre a rappresentare uno spreco di spazi e risorse che possono invece essere messe a disposizione della collettività. Nasce da questa riflessione il comodato d’uso firmato in questi giorni da Comune di Varedo e Gruppo CAP per l’utilizzo degli immobili esistenti all’interno dell’area del depuratore, che non è più in funzione dal 2015.
Con il comodato gratuito a favore del Comune, Gruppo CAP consente all’amministrazione di utilizzare le due palazzine che si trovano all’ingresso dell’area dell’impianto e il capannone posto poco più avanti, utile, quest’ultimo, per parcheggiare i mezzi di servizio e le ambulanze.
“In futuro l’area del depuratore diventerà un parco a disposizione dei cittadini – spiega il sindaco Filippo Vergani – ma in attesa di completare il progetto, che richiederà alcuni anni di lavoro, insieme a Gruppo CAP abbiamo deciso di non lasciare vuoto l’impianto, ottenendo il doppio risultato di garantire al Comune un risparmio di soldi pubblici, e di far sì che lo spazio sia utilizzato e quindi presidiato e sicuro, come avevamo anche preannunciato la scorsa primavera in campagna elettorale”.
“Questo accordo è un esempio concreto di economia circolare – gli fa eco Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP –. Recuperare un’area industriale dismessa e metterla a disposizione del Comune per attività sociali significa per noi concretizzare la nostra missione di azienda pubblica: l’obiettivo è gestire il servizio idrico in un’ottica di responsabilità sociale e di distribuzione del valore prodotto dalle nostre attività, per contribuire, grazie al nostro lavoro, al benessere sociale del territorio in cui operiamo”.

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