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mercoledì 18 ottobre 2017 15:19:09
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Vaccini, negli asili di Milano sono 5 i bambini esclusi. Per 300 assenti posizione ancora da chiarire

21 settembre 2017 Cronaca, Politica, Sanità

Sono ancora 300 su circa 31mila i bambini che non hanno fatto il primo accesso al nido o alla scuola dell’infanzia comunali e che quindi non hanno chiarito la loro situazione vaccinale. Lo ha chiarito il vicesindaco e assessore all’Educazione Anna Scavuzzo davanti alle commissioni Politiche Sociali ed Educazione di Palazzo Marino convocate sull’argomento. L’ultimo giorno utile per portare i certificati vaccinali o l’autocertificazione era l’11 settembre prima di rischiare l’esclusione. “Dal 12 al 13 settembre – ha spiegato Scavuzzo – i provvedimenti di esclusione adottati sono stati 30. Di questi 25 hanno regolarizzato la loro posizione, quindi ad oggi sono cinque i casi segnalati in Ats”. Un numero esiguo rispetto ai 15mila e 400 bambini (10mila nelle strutture comunali) che frequentano uno dei nidi sul territorio di Milano e ai circa 31mila (21mila nelle strutture comunali) che stanno frequentando le scuole dell’infanzia nel capoluogo meneghino, mentre 54 sono quelli che hanno ritirato l’iscrizione di loro spontanea volontà. Nel frattempo, nei giorni successivi all’11 settembre, “sono stati circa 1150 coloro che hanno presentato la ricevuta di una prenotazione effettuata e 13 casi di esonero o di differimento per motivi di salute”. Dal 12 al 21 settembre “abbiamo avuto 1200 inserimenti e fino al 20 ottobre ne preventiviamo circa altre 240”, ha aggiunto Scavuzzo ricordando che “abbiamo riaperto i termini per le iscrizioni tardive”. Infine, ci sono 300 casi di bambini ancora assenti per i quali “aspettiamo di capire, quando rientreranno, se vorranno adempiere all’obbligo”. Inoltre, “abbiamo formulato un quesito al ministero perché c’è un tema di accesso alle strutture che hanno dei posti liberi” lasciati da quei bambini le cui famiglie stanno ancora decidendo cosa fare e bambini in graduatoria che vorrebbero entrare. Oltre a questo tema c’è anche una questione economica:”dobbiamo anche capire – ha concluso Scavuzzo – chi affronta la spesa relativa al mantenimento di quel posto, sia che sia in una struttura del comune o acquistato sul mercato privato”.

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