"/>
giovedì 21 settembre 2017 05:34:30
omnimilano

TRIENNALE, DA FINE APRILE ‘LA TERRA INQUIETA’ RACCONTA “MONDO IN TRASFORMAZIONE”

13 marzo 2017 Cultura
La Triennale di Milano e Fondazione Nicola Trussardi presentano Si intitola “La Terra Inquieta” la mostra ideata e curata da Massimiliano Gioni, promossa da Fondazione Nicola Trussardi e Fondazione Triennale di Milano che aprirà al pubblico dal 28 aprile al 20 agosto prossimi. La mostra – che prende a prestito il titolo da una raccolta di poesie dello scrittore caraibico Édouard Glissant, da sempre affascinato dal problema della coesistenza tra culture diverse – ha “l’ambizione di raccontare il presente come un territorio instabile e in fibrillazione: una polifonia di narrazioni e tensioni. Attraverso le opere di più di sessantacinque artiste e artisti provenienti da vari paesi del mondo – tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Ghana, Iraq, Libano, Marocco, Siria e Turchia – e con un allestimento che si estenderà all’interno della galleria al piano terra della Triennale per proseguire al piano superiore, La Terra Inquieta parla delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario globale e la storia contemporanea, in particolare affrontando il problema della migrazione e la crisi dei rifugiati”, spiegano i promotori della mostra.
“La Terra Inquieta consegna all’arte la responsabilità di raccontare i cambiamenti, i conflitti, le tensioni che hanno origine da guerre, esodi e catastrofi naturali – sottolinea Clarice Pecori Giraldi, Vicepresidente della Triennale di Milano – La Triennale, come istituzione culturale vigile alle variazioni sociali, sente l’obbligo di fare la sua parte in questo racconto, e riflettere su queste moltitudini senza nome che ogni giorno portano avanti la loro ricerca di una vita dignitosa. La mostra, che si inserisce nel programma del Settore Arti visive della Triennale di Milano sotto la direzione artistica di Edoardo Bonaspetti, attraverso opere di oltre sessanta artisti provenienti da vari paesi del mondo ci costringe a fare i conti anche con il nostro mondo ormai invecchiato, e a ricordare che non tanto tempo fa eravamo noi ad attraversare mari per trovare una nuova vita, una migliore opportunità.”

Condividi questo articolo