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sabato 29 luglio 2017 13:42:14
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Trenord, pendolari scrivono lettera a Maroni: “Soppressioni record, come per il colasso del 2012”

3 luglio 2017 Senza categoria

“I fatti di queste settimane denunciano un tasso di soppressioni dei treni mai visti prima nella storia di Trenord, tranne che a dicembre 2012 quando il sistema collassò. Desideriamo esprimere chiaramente il nostro sconcerto rispetto ad una gestione del servizio pessima e chiedere chiarimenti rispetto alle notizie trapelate in questi giorni tra i viaggiatori e il personale dell’eventualità di una chiusura programmata di intere linee voluta dall’azienda per l’incapacità di far fronte alla situazione di caldo. Ci chiediamo se sia veramente l’afa il problema di un’azienda che opera in Lombardia (le cui estati sono note ai più essere torride) o forse più un affanno, dovuto a una continua rincorsa di problemi mai risolti”. Si legge in una lettera del Coordinamento dei Pendolari Lombardi indirizzata stamani al presidente della Regione Roberto Maroni, all’assessore alla Mobilità Alessandro Sorte e all’ad di Trenord Cinzia Farisè. “Le soppressioni di queste settimane avvengono a nostro avviso – si prosegue – a seguito di una serie inaccettabile di disservizi, in progressivo e costante peggioramento, che ricordano ai più la débâcle di dicembre 2012, tristemente famosa per essere stata una delle peggiori pagine della storia di Trenord, con la differenza che la crisi acuta di tale periodo era stata innescata dalla congiuntura di eventi tecnici e politici mentre oggi è figlia di una gestione dell’azienda dai discutibili risultati. Le attuali difficoltà di un giugno senza pari per disservizi e cancellazioni nascono a parere di chi viaggia tutti i giorni da due problemi strutturali non risolti e forse mai affrontati fuori da pezze messe in emergenza. Il primo è l’indisponibilità dei treni per evidente inadeguata e insufficiente manutenzione. La motivazione sempre invocata dell’età vetusta del materiale rotabile è inconsistente. Ben venga il materiale nuovo, e su questo invitiamo Regione Lombardia a non sospendere gli sforzi fatti in anni recenti in investimento sul materiale rotabile, ma il materiale moderno richiede ancora più manutenzione del materiale vecchio a causa della maggiore complessità tecnologica e impiantistica. Ne è una prova il numero di soppressioni registrate su linee gestite con materiali appena acquistati da Regione, treni delle serie più recenti che girano con l’aria condizionata guasta o che perdono acqua di condensa sui sedili o che girano con porte guaste per successivi giorni interi. Il secondo problema strutturale, addirittura più grave del precedente che viene usato per mascherarne la portata, è l’indisponibilità cronica di personale viaggiante che si fa immancabilmente evidente nei tradizionali periodi di vacanza, come i giorni di Natale 2016 o il primo gennaio 2017, con picchi di cancellazioni che non possono essere attribuite ai guasti e ad un’azienda sana”. Ha replicato l’assessore alla Mobilità della Regione Alessandro Sorte: “Se con il si’ al Referendum per l’autonomia potessimo trattenere in Lombardia il residuo fiscale anche per solo un anno, avremmo le risorse per sistemare tutte le linee ferroviarie regionali e mettere delle Ferrari al posto dei treni”. Sorte ricorda anche che “negli ultimi 10 anni la Regione ha investito 1,31 miliardi di euro per l’acquisto di nuovo materiale rotabile, mentre le Ferrovie dello Stato, nonostante partecipino con la stessa quota della Regione a Trenord, solo 170 milioni di euro. Quindi – sottolinea Sorte – ci aspettiamo investimenti molto maggiori anche da parte dello Stato. In questo quadro – conclude Sorte – e’ importante che anche i Comitati dei pendolari sensibilizzino gli utenti che rappresentano circa l’importanza del referendum del 22 ottobre perche’ questa e’ la strada per iniziare a fare subito nuovi investimenti fronteggiando i tagli dello Stato che sono sempre piu’ feroci”.

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