"/>
mercoledì 28 giugno 2017 21:20:19
omnimilano

Tra occupazioni abusive e alloggi vuoti, parlamentari visitano periferie

6 marzo 2017 Cronaca, Politica

È partito dal quartiere San Siro il tour della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie che per due giorni visiterà le zone periferiche della città. La prima tappa all’interno del quartiere che, come ha spiegato l’assessore comunale alla Casa Gabriele Rabaiotti, è “periferia dal punto di vista sociale ed economico più che geografico” è in piazzale Selinunte. Qui, nella sede del laboratorio di quartiere, un progetto del comune aperto alle associazioni della zona, sono stati presentati ai membri della commissione i lavori fatti attraverso lo strumento del contratto di quartiere, i progetti di riqualificazione che hanno interessato cinque zone della città, tra le quali è inclusa San Siro. Via Tracia, la stessa piazza Selinunte e via Zamagna sono solo alcune delle zone che i parlamentari guidati dal presidente Andrea Causin hanno visitato. “Milano – ha spiegato Causin – è una città in cammino. Rispetto a Roma, sicuramente le amministrazione che si sono succedute hanno fatto cose straordinarie. È però una città complessa e quindi agire dal punto di vista amministrativo non è assolutamente semplice, però le amministrazioni che hanno operato e che stanno operando lo stanno facendo nella direzione giusta. Vedo che qui i soldi ci sono e sono stati impiegati bene finora. Non solo gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi di un quartiere che, come ha spiegato la professoressa del Politecnico Francesca Cognetti che gestisce uno spazio in via Abbiati, fa registrare il 45% di abitanti stranieri e ospita 85 nazionalità diverse. Una “iper diversità” che va gestita non solo con la riqualificazione, ma anche con “il sostegno alle progettualità locali che sono tanti”, ha aggiunto Cognetti. Tra i problemi più gravi sottolineati dagli abitanti, in particolare da Lucia Guerra del comitato di quartiere San Siro, quelle delle occupazioni abusive che sfiorano il 15% delle case erp. Alle occupazioni si aggiunge la problematica degli alloggi vuoti, le case Aler non assegnabili perché fuori norma o sottosoglia, ovvero al di sotto dei 28 metri quadrati, limite imposto per l’assegnabilità. A San Siro “abbiamo un problema endemico di sicurezza e abusivismo e, se le istituzioni non intervengono in maniera energica nei confronti di questo problema, il resto non si potrà mai risolvere. Mi auguro che dall’intervento di questa commissione ci sia un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. È evidente che comune e regione non possono intervenire da soli, ci vuole un’assunzione di responsabilità a livello nazionale”. A dirlo è il presidente del municipio 7 Marco Bestetti che ha accompagnato i parlamentari nella visita. In effetti, i numeri parlano di 6mila appartamenti di edilizia popolare pubblica gestiti da Aler. Dei 4600 presenti nel quadrilatero di San Siro, 800 sono quelli non assegnabili o occupati. L’obiettivo dichiarato dall’assessore Rabaiotti è quello di portare a termine i 5 contratti di quartiere, mentre sono partiti altri programmi che fanno parte del piano periferie della giunta Sala e che riguardano altri quartieri come Giambellino-Lorenteggio, Porto di Mare, via Padova e il Gallaratese. Proprio quest’ultimo è stata la seconda tappa del tour che nel pomeriggio proseguirà in altri luoghi della città metropolitana. Accompagnata dal presidente del municipio 8 Simone Zambelli, la commissione ha visitato le case erp di recente assegnazione di via Appenini e quelle di via Bolla. Si tratta di due complessi molto vicini, ma che hanno due gestori diversi, rispettivamente Mm e Aler. “In questa parte della città – spiega Zambelli – ci sono i problemi tipici di una grande periferia urbana. Il primo riguarda appunto la manutenzione delle case popolari che troppo spesso è stata lasciata in coda alle priorità”. Tra gli appuntamenti della commissione periferie anche quello in cui è stato presentato il progetto “piazzetta dell’incontro” che ha previsto la riqualificazione e l’assegnazione degli spazi di una piazza che un tempo era luogo di spaccio. “Questo tipo di visite – ha concluso Causin al termine della mattinata – sono un modo per mettere al centro dell’agenda politica una situazione che riguarda milioni di italiani. Dopo il governo e il parlamento devono prevedere di finanziare nei prossimi anni una serie di interventi che possano migliorare questi luoghi. Qualcosa si sta già facendo, il presidente Gentiloni sta firmando oggi una serie di contratti con grandi città metropolitane. È un primo passo, sicuramente le misure adottate nelle ultime due leggi di stabilità devono diventare strutturali”.

A ROMA GENTILONI FIRMA LE CONVENZIONI PER I PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE – Il premier Paolo Gentiloni ha infatti firmato oggi le convenzioni per la realizzazione dei progetti di riqualificazione delle periferie con i sindaci delle Città metropolitane di Bari, Firenze, Milano, Bologna e dei Comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana di Avellino, Lecce, Vicenza, Bergamo, Modena, Torino, Grosseto, Mantova, Brescia, Andria, Latina, Genova, Oristano, Napoli, Ascoli Piceno, Salerno, Messina, Prato, Roma.
Dopo la firma di Cagliari dello scorso 18 febbraio, si tratta degli altri enti locali classificati in posizione utile per accedere al primo stanziamento, per complessivi 500 milioni di euro. Nelle prossime settimane saranno rese disponibili le ulteriori risorse, già previste dalla Legge di bilancio, che ammontano nel complesso a 1 miliardo e 600 milioni di euro e potranno essere così finanziati, secondo l’impegno del precedente e dell’attuale Governo, anche tutti gli altri (96) progetti presentati (87 comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana e 9 città metropolitane), per un totale, quindi, di 120 progetti finanziati e un importo complessivo di 2,1 miliardi di euro di finanziamento statale.
red

Condividi questo articolo