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TESTAMENTO BIOLOGICO, RACCOLTE 7MILA FIRME PER ISTITUZIONE REGISTRO REGIONALE

5 aprile 2016 Politica

Sono state raccolte “quasi 7mila firme” e per la precisione 6.648, a favore della proposta di legge popolare per l'istituzione del Registro regionale delle “Disposizioni Anticipate di Trattamento”, ovvero il Testamento Biologico, da inserire carta sanitaria regionale. L'esito della campagna avviata lo scorso ottobre e' stato annunciato oggi a palazzo Marino dai promotori, fra i quali i Radicali, l'associazione Luca Coscioni, Possibile, l'associazione Enzo Tortora. Con le adesioni, che vengono consegnate per attivare la discussione in Consiglio regionale, “ora – ha sottolineato Lorenzo Lipparini, segretario della Enzo Tortora – si puo' attivare la procedura presso la Regione per l'istituzione del Registro, perche' le volonta' anticipate possano essere rilasciate dai cittadini lombardi presso i medici curanti e salvate sulla Carta regionale dei servizi, il tesserino sanitario consultabile dal personale sanitario. Uno strumento piu' accessibile rispetto e una ricerca delle volonta' nei registri dei comuni. La Lombardia e' la prima regione in cui ci attiviamo per la raccolta firme: certo si aspetta sempre la legge nazionale che disciplini il tema ma questo non impedisce alla Regione di attivare un servizio aggiuntivo e di buon senso”. Ora, “la Commissione Sanita' della Regione attraversa un momento delicato, ma quando riprende la sua attivita' speriamo in una maggioranza trasversale per approvare provvedimenti che non hanno colore”. Con Lipparini, il capogruppo radicale in Comune Marco Cappato, il coordinatore della campagna Sergio De Muro, Federico Passera di Possibile. “A chi pensa che queste iniziative non servano a nulla – ha detto Cappato – ricordo che Milano ha un registro grazie a due proposte di iniziativa popolare, che valgono perche' trasversali. Non c'e' l'esigenza di attribuirle a una bandiera politica, ma di mettere al centro cio' che pensano i cittadini. E' una falsa idea quella che, in assenza di una legge nazionale, una iniziativa regionale non serve”. Ora “pretendiamo un dibattito in consiglio regionale”. Dopo il conteggio e la verifica delle firme, l'iter prevede l'iscrizione della proposta nei lavori della Commissione Sanita', la calendarizzazione e il dibattito.

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