"/>
venerdì 24 novembre 2017 00:52:19
omnimilano

Terrorismo, 6 arresti in Lombardia e Piemonte: coppia in partenza per la Siria con i figli

28 aprile 2016 Cronaca

Il Gip Manuela Cannavale ha emesso un’ordinanza nei confronti di sei persone che è stata eseguita nei confronti solo di quattro di queste perché altre due – Mohamed Koraici e Alice Brignoli – si trovano all’estero nel territorio del califfato islamico. A finire in manette un marocchino, Abderramhmane bencho khachia, fratello di Oussama, un foreign fighters morto nel territorio dello stato islamico. Il suo decesso ha fatto si che in suo onore ci fosse un’ulteriore attività di radicalizzazione nella provincia di Varese. L’indagine ha riguardato le città di Varese e Lecco. Ad essere arrestato anche un altro marocchino, Moutharrik Rahim, pugile di Bucciano arrestato insieme alla moglie e alla sorella di Baveno. Moutharrik voleva raggiungere il territorio del califfato si è appoggiato su Oussama Khachia e Koaraici. Nell’ambito di questi contatti, durante l’indagine, si è riusciti a cogliere una richiesta di accreditamento e le risposte che Koraici ha dato con una tecnica di comunicazione particolare, messaggi preregistrati e mandati su whatsapp. L’indagine ha portato alla luce messaggi in cui si da il via libera all’accreditamento, ma si chiede alla persona di effettuare attentati in Italia. “Questo – ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli – è una novità perché si tratta di una indicazione non generica ma data a una persona specifica che viene invitata ad agire in Italia anche con una motivazione: per l’Isis la politica migliore è quella del lupo solitario” che deve agire “nel territorio in cui le persone si trovano per creare terrore”. In particolare, viene “portata attenzione a Roma, perché sarebbe la sede del pellegrinaggio dei cristiani e il luogo in cui trovano la forza per le azioni contro il califfato”. “Le comunicazioni più devastanti col poema bomba in cui si da l’ordine di agire in Italia sono del mese di aprile, cioè del mese corrente”. Lo ha sottolineato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Franco Roberti, durante la conferenza stampa indetta per fare il punto sulle indagini che hanno portato all’emissione di una custodia cautelare per sei persone. Il procuratore ha voluto evidenziare la tempestività delle indagini che hanno portato al fermo di quattro persone pronte a partire per unirsi all’Isis o a colpire in Italia “con qualsiasi mezzo”. Le attenzioni delle forze dell’ordine iniziano nel marzo 2015 quando, come spiega Lamberto Giannini, direttore del servizio centrale antiterrorismo della polizia di stato, le autorità, allertate dalla madre di Alice Brignoli, vengono a conoscenza dell’abbandono del territorio nazionale da parte sua e del marito Mohamed Koraichi che hanno aderito all’Isis. Questo abbandono “strano” porta le forze dell’ordine a fare approfondimenti: “è l’inizio di un’indagine”. Il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli ha escluso connessioni con le cellule terroristiche francesi o belghe, mentre esistono legami con la Svizzera e “li stiamo approfondendo”, conclude.

 

Condividi questo articolo