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giovedì 21 settembre 2017 07:03:18
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Terrorismo, comitato sicurezza in Prefettura: “Barriere anti sfondamento in Galleria, sui Navigli e alla Darsena”

20 agosto 2017 Cronaca

“Ci siamo concentrati sul Duomo e la Galleria e stiamo facendo delle verifiche per il posizionamento dei new jersey in Darsena e Navigli”. Lo ha detto il vicesindaco Anna Scavuzzo al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica iniziato alle 11 in prefettura e durato oltre un’ora dopo i fatti di Barcellona e Cambrils. Al comitato erano presenti il Vice prefetto vicario Darco Pellos in stretto contatto con il prefetto Luciana Lamorgese, il questore vicario Ottavio Aragona, il comandante vicario dei vigili Paolo Ghirardi e i rappresentanti delle forze dell’ordine. La decisione presa di concerto è dunque quella di aumentare il numero delle barriere antisfondamento nelle zone più frequentate, dopo aver fatto delle verifiche per decidere il corretto posizionamento.  Le misure di sicurezza decise durante la riunione puntano non tanto sull’aumento degli uomini in campo, quanto sull’aumento delle barriere fisiche che, dopo i necessari atti amministrativi, verranno posizionate presumibilmente nei prossimi giorni. “Non c’è un aumento del numero di persone che sono in forze nei presidi e nei luoghi sensibili, – ha detto Scavuzzo – c’è un richiamo complessivo a quella che è la necessaria attenzione che deve essere prestata da parte di tutte le forze. Innanzitutto abbiamo confermato la grande attenzione che tutte le forze dell’ordine e gli enti locali, in sinergia, stanno confermando e consolidando, rispetto a quelle che sono le misure che già in città sono attive da mesi. Quindi, abbiamo concordato di tenere alta l’attenzione e di richiamare tutti quanti a una responsabilità ulteriore per le prossime settimane. Ci saranno una serie di approfondimenti tecnici per valutare laddove dovessero esserci ulteriori misure da perfezionare”. Dunque, “non ci sono degli stravolgimenti rispetto a quella che è l’attenzione che stiamo avendo, ovviamente un grande senso di responsabilità e un richiamo di tutte le realtà” in campo. Le zone “particolarmente sensibili” sono quelle dei Navigli e della Darsena “che oggi sono molto popolate, anche al di là di eventi particolari, e ovviamente hanno bisogno di un’attenzione ulteriore”, ha spiegato il vicesindaco. I nuovi new jersey che dovrebbero essere posizionati, però, non dovranno “andare a limitare quella che invece è il traffico dei veicoli di soccorso”.

BOERI A SINDACI: “QUERCE AL POSTO DEI NEW JERSEY PER PROTEGGERCI”  – “Invece che snaturare gli spazi più vitali e aperti delle nostre città riempiendoli di barriere in calcestruzzo e dispositivi di sicurezza modulari in plastica (o semplici fioriere), dovremmo contrapporre all’istinto di morte di queste belve umane la calma presenza delle piante – e in particolare delle querce”. E’ la proposta dell’architetto Stefano Boeri che su Facebook, all’indomani delle decisioni del comitato per la sicurezza sul posizionamento di nuove barriere di cemento anti sfondamento, invita a rispondere al terrorismo “anche con un uso accurato della bellezza naturale e del suo valore simbolico”. “Il mio invito ai Sindaci e ai Prefetti delle città europee – scrive Boeri – è di chiamare creativi, designer, architetti, uffici tecnici, studenti, artisti a progettare dei grandi vasi- all’occorrenza riposizionabili – ciascuno ospitante un albero. Collocati agli ingressi di ogni piazza o spazio pubblico urbano, i vasi di diversa dimensione (quello standard potrebbe essere cilindrico, alto 1 metro e di diametro di 3 metri) saranno pieni della terra necessaria a ospitare le radici, il fusto e i rami di un grande albero, in modo da proteggere il passaggio dei pedoni e ridurre al minimo il rischio di omicidi di massa. Con un piccolo investimento, distribuendo accuratamente le piante negli spazi più vitali e aperti delle nostre città, possiamo temporaneamente trasformare i nostri luoghi più cari in radure e boschi. Ben sapendo che un albero – diversamente da un New Jersey- non solo ci protegge, ma ci fa ombra, assorbe con le foglie i veleni dell’aria urbana, ospita la vita degli insetti e degli uccelli. In una parola – prosegue Boeri -, accoglie e protegge quella vita che i terroristi vogliono annientare. Nel 1982 a Kassel in Germania, in una città ricostruita senza verde e giardini dopo essere stata rasa al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale Joesph Beuys, uno dei più grandi artisti del secolo scorso, radunò settemila pietre di basalto all’ingresso della grande mostra di arte contemporanea Documenta e, ad una ad una, le vendette per comprare settemila querce che piantò, accanto alla loro pietra, nelle piazze, nei cortili, lungo i viali di Kassel. Creando così una nuova città e realizzando grazie a migliaia di querce una metamorfosi tra il mondo minerale e il mondo della vita. La sua lezione ci sia oggi di ispirazione per combattere con la vita chi sa solo predicare la morte. Anche una sola quercia può fermare il terrore”.

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