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lunedì 23 ottobre 2017 06:11:26
omnimilano

TELEFONO DI SICUREZZA

22 dicembre 2015 focus, start-up

Credere di aver smarrito il figlio in una passeggiata in Liguria, trovarlo a pochi passi e sentirsi rispondere “Vedi papà, tu vendi telefoni per tutti. Se avevo anche io un telefonino tutto questo non sarebbe successo!” Ecco cosa è accaduto ad uno dei tre creatori di bPhone, ecco una delle tante molle che ha fatto scattare l’idea di creare un prodotto innovativo che riempie un vuoto di mercato, in cui due società consolidate entrambe con sede a Milano, 21am e Giomax Corporation, hanno voluto investire denaro e soprattutto know-how credendoci fermamente.
“Il padre”, ai tempi vice presidente di Samsung Italia per la divisione Telecomunicazioni, oggi 57enne amministratore delegato di Giomax Corporation, è Pietro Paolo Rimonti. Grazie a lui bPhone è arrivato sul mercato ma il progetto lo hanno sviluppato in 21am gli altri due della squadra:Adam James Cavallari, 33enne di origini inglesi, esperto di marketing e comunicazione, e Andrea Alessandri, 34enne, più spostato sulla parte tecnica di questo telefono unico, o tra i pochi al mondo certificato per i bambini dai 36 mesi.
bPhone U-10 è un telefono di sicurezza per bambini dai 3 anni in su che permette loro di fare telefonate a 3 numeri pre-impostati dal genitore. Grazie al GPS integrato, il giovanissimo utente può far sapere la propria posizione o, in alternativa, il genitore o gli altri 2 numeri salvati possono richiederla. La scelta è stata di far sì che configurazione e localizzazione fossero entrambe via SMS per avere vantaggi sia in riservatezza e flessibilità – “non è obbligatorio che abbia traffico dati ed è ricaricabile da pochi euro” – ma anche in universalità. Bphone è infatti compatibile con tutti gli smartphone che ogni genitore preferisce.
Oggi bPhone è presente in tutta Italia, in circa 550 punti vendita, oltre che online, grazie anche a Datamatic, distributore esclusivo del bPhone U-10, e a Uragme, che lo porta anche nelle farmacie. Lanciato nell’ottobre 2014 è ora pronto sia per aumentare la propria diffusione su altri canali (giocattoli, operatori, infanzia ecc.), sia per sperimentare mercati esteri.
“Visto il successo non è detto che non possa nascere a breve un’entità capace di sviluppare non solo un nuovo prodotto, ma un ecosistema di prodotti davvero innovativi – spiega Cavallari rifiutando per il momento la definizione di startupper – è un obiettivo che vediamo sempre più vicino”.
Ora l’idea di Cavallari, Alessandri e Rimonti è “prima di tutto di consolidare il mercato del bPhone. Subito dopo strutturarci affinché sia possibile sviluppare una serie di prodotti già in fase di sviluppo. Prodotti straordinari, capaci di far evolvere in modo concreto il mercato delle Telecomunicazioni”. Guardando alla strada percorsa finora e agli ostacoli superati, Cavallari, citando Virgilio e il suo “Loro possono perché pensano di potere”, ricorda come “le più grandi difficoltà siano sorte quando persone, coinvolte anche indirettamente nel progetto, ti lasciano perché alle prime difficoltà non credono al progetto: è difficile non farsi condizionare dalla loro scelta. Ma se a queste poi succedono altre più entusiaste e capaci di vedere oltre l’ostacolo, allora tutto può essere possibile”. Tutto è possibile ed “un team affiatato è una parte imprescindibile del percorso. Ugualmente lo sono le famiglie e gli amici più cari”.

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