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domenica 20 agosto 2017 11:52:53
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Stupri e violenze in Libia, lo riconoscono i connazionali in Centrale: fermato un somalo

17 gennaio 2017 Cronaca

Un ventiduenne somalo, Osman Matammud, è stato fermato a Milano nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano per presunte violenze, stupri e torture che il giovane avrebbe commesso in un campo di raccolta per migranti in Libia. L’uomo, già in carcere da settembre, sarebbe il capo dell’organizzazione di trafficanti che gestiva il campo nella città di Baniwalid, a centocinquanta km da Tripoli.
Il giovane è stato fermato a Milano, nei pressi della stazione Centrale a settembre scorso dalla Polizia Locale, intervenuta dopo aver notato che alcuni cittadini somali circondavano l’uomo. In seguito alle testimonianza, due ragazze – anche loro di nazionalità somala – avrebbero riconosciuto nell’uomo il loro aguzzino.  Le testimonianza raccolte durante l’indagine – condotta dai pm Marcello Tatangelo e Luga Gaglio e coordinata dal sostituto procuratore aggiunto Ilda Boccassini – hanno fatto emergere quello che Boccassini ha definito come “un orrore mai visto in quaranta anni di carriera”. Nel campo di raccolta di Bani Walid (non riconosciuto dal governo libico) centinaia di uomini e donne attendevano di partire con barconi per raggiungere l’Italia al prezzo di 7.500 dollari a tratta. Uomini e donne dormivano stipati in un hangar, con un solo bagno. Porte sbarrate con catene, muri di cinta e uomini armati a sorveglianza. Secondo le indagini, se non venivano versati tutti i soldi richiesti per la partenza gli uomini venivano sottoposti a vere e proprie torture con con scariche elettriche e frustrate,mentre le donne venivano ripetutamente violentate. Alcuni dei testimoni hanno riferito anche di omicidi all’interno del campo per pestaggi a morte da parte del giovane somalo.

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