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mercoledì 15 agosto 2018 06:56:59
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Strage di via Palestro, al Pac un’intera giornata di commemorazione per i 25 anni

27 luglio 2018 Cronaca, Politica

Sala: “Vicenda giudiziaria ancora lontana da conclusione almeno accettabile”

Oggi al Pac, il Padiglione di arte contemporanea di Milano, l’intera giornata è dedicata alla commemorazione per i 25 anni della strage di via Palestro, avvenuta la sera del 27 luglio 1993, quando un’autobomba posizionata di fronte al museo uccise cinque persone e ne ferì molte altre, devastando il Padiglione e tutta la zona circostante. Nelle stesse ore altre due bombe scoppiarono a Roma, fortunatamente senza provocare vittime. La cerimonia di commemorazione della ‘notte delle bombe’ è iniziata questa mattina alle 10 con la deposizione delle corone per le vittime, a cui è seguita l’inaugurazione della mostra fotografica “La mafia uccide solo d’estate. 25 anni dalla strage di via Palestro”, con gli interventi del sindaco Giuseppe Sala, del presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè, e del direttore regionale dei Vigili del fuoco Dante Pellicano. Il sindaco Sala ha parlato di “una memoria molto viva” della strage, ricordando una a una le vittime: i tre vigili del fuoco, Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, il vigile urbano Alessandro Ferrari e il venditore ambulante senza tetto Driss Moussafirun. Il primo cittadino ha sottolineato che “la vicenda giudiziaria successiva è ancora lontana da una conclusione almeno accettabile: il quadro è chiarissimo, però obiettivamente sui mandanti c’è ancora poca chiarezza e soprattutto i colpevoli non sono stati ancora individuati”. “Questa è stata una sconfitta del nostro Paese e anche della nostra città. La consolazione è che per il risentimento dei milanesi stessi è nato un periodo storico di grande e viva lotta contro tutte le mafie”. 

Parlando con i giornalisti a margine del suo intervento, Sala ha voluto mandare un messaggio ai “negazionisti della trattativa Stato-Mafia”: “Bisogna opporre loro il fatto che ci sono delle sentenze e un lavoro corposo che hanno dimostrato che trattativa c’è stata. È il momento di guardare avanti e trovare una giusta dimensione a quello che c’è stato, perché il pericolo che si ritorni a momenti del genere ancora c’è. Oggi non ne vediamo segno, però certamente le mafie che ormai sono un fenomeno globale, non più siciliano e tanto meno solo italiano, vanno considerate come i principali nemici della democrazia”. Anche il presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolè, ha voluto ricordare la recente sentenza del processo per la trattativa Stato-Mafia, oltre a portare la sua personale testimonianza di quel 27 luglio 1993: “Avevo da poco votato per la prima volta, perché faccio parte di quella generazione di milanesi che a 18 anni ha perso l’innocenza. Scoprire che la democrazia e la libertà erano ancora messe in discussione è stato uno choc per tutti noi, ma è stata anche l’occasione per capire che la Mafia si intrecciava anche alle nostre vite”. Insieme a Sala e a Bellorè, ha preso parte alla commemorazione il direttore regionale dei Vigili del fuoco Dante Pellicano. “La sofferenza per la strage di via Palestro non si è mai placata, è nel bagaglio di tutti noi. I vigili del fuoco fronteggiano sempre situazioni di pericolo e ogni anno pagano vittime. Questo incidente, però, è diverso da tutti gli altri: qui c’è stato un attacco spaventoso alla società e ai soccorritori, un terrorismo mafioso di questo tipo è una cosa che noi non possiamo e non riusciamo ad accettare”, ha dichiarato Pellicano, rivolgendo un pensiero speciale alle famiglie delle vittime e ricordando la messa in loro ricordo celebrata oggi e tutti i 27 luglio alla caserma dei vigili del fuoco di via Benedetto Marcello, dove lavoravano i tre uomini uccisi dall’autobomba.

La cerimonia di commemorazione è proseguita poi con l’intervista del giornalista del Corriere della Sera Cesare Giuzzi al sostituto procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Francesco Del Bene, che ha ricostruito quando accaduto nei primi anni 90: “Nel ’93 l’organizzazione ha fatto un salto di qualità. Io però contesto la definizione ‘stragi nel continente’, perché significa scinderle e separarle da quelle del ’92. Nel ’93 la Sicilia è una periferia per Cosa Nostra ed ecco allora che si sceglie di colpire le città simbolo d’Italia. Si doveva necessariamente mandare allo Stato il messaggio che la minaccia riguardava tutti. Tant’è vero che il governo ha recepito questo ricatto”, ha spiegato Del Bene. “È inaccettabile che a tutt’oggi noi non sappiamo con assoluta certezza come ’un quinta elementare come Salvatore Riina’ abbia deciso di spostare l’attenzione sul continente: è evidente che c’è stato qualcuno ad alto livello che ha ispirato Cosa Nostra”, ha proseguito il magistrato, concludendo con l’osservazione che “il tempo stringe: gli eventuali indagati avranno ormai una certa età, così come i testimoni. Solo un impegno comune, di tutta la collettività, può aiutarci a far fare un salto di qualità alle indagini. Cosa Nostra si combatte solo e soltanto in un modo: attraverso le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, che sono tutto in un’organizzazione segreta”.
La commemorazione continuerà in serata, a partire dalle ore 21, con letture, musiche e testimonianze di persone che quella notte rimasero ferite, e con gli interventi del vicesindaco Anna Scavuzzo, dell’assessore alla Cultura Filippo Del Corno e del presidente della Commissione consiliare Antimafia David Gentili. Alle 23,15 il suono della sirena inviterà tutti i presenti ad un momento di raccoglimento, nell’attimo esatto in cui l’auto imbottita di tritolo esplose, esattamente davanti al Pac. Per tutta la giornata di venerdì, fino alle 24, sarà possibile visitare il Pac con ingresso gratuito.

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