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venerdì 15 dicembre 2017 01:57:29
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Statale, Tar boccia il numero chiuso: sospesi i testi di ammissione
Il rettore: “Paradossale”

31 agosto 2017 Cronaca

Sospesi i test di ammissione alle facoltà umanistiche dell’Università Statale. Lo comunica una nota dell’ateneo che spiega che “in ottemperanza al provvedimento cautelare del TAR Lazio (n. ordinanza 07499 del 30.08.2107) sono sospesi i test di ammissione ai seguenti corsi di laurea: Filosofia; Lettere; Lingue e letterature straniere; Scienze dei beni culturali; Scienze umane dell’ambiente, del territorio e del paesaggio; Storia”. Il rettore Gianluca Vago ha poi annunciato: “Ricorreremo al Consiglio di Stato chiedendo una decretazione d’urgenza che sospenda il giudizio del Tar, poi ricorreremo anche contro il giudizio di merito del Tar che però deciderà nel 2018. Siamo convinti della ragionevolezza della nostra decisione”, ha detto riguardo all’ordinanza del Tar del Lazio che, rispondendo a un ricorso degli studenti dell’Udu, ha sospeso la decisione del senato accademico di introdurre il numero programmato per alcune facoltà umanistiche in attesa dell’udienza che si terrà il prossimo anno. Attualmente tutti gli studenti che si sono iscritti al test devono considerarsi “ammessi con riserva” in attesa della decisione del tribunale amministrativo. “Non sono d’accordo – ha sostenuto Vago – con la decisione del Tar, anzi se devo essere sincero, anche alla luce delle richieste di iscrizione, continuo a ritenere che la nostra ipotesi fosse un’ipotesi di buon senso necessaria per rispondere a quanto il ministero ci chiede”. Il rettore si è detto non d’accordo “col riferimento che il Tar fa alla legge 264 del 99 che era nata per il numero chiuso a Medicina. Lì, infatti, c’era una previsione per cui non sarebbe stato possibile introdurre il numero chiuso in corsi dove non erano previsti laboratori. A nostro parere quella normativa è stata abbondantemente integrata e superata dai dispositivi di legge previsti dalla legge 240 e dai successivi decreti legislativi che sono stati alla base della nostra decisione”. Secondo questi decreti, infatti, ci deve essere una certa proporzionalità tra gli studenti di un corso di laurea e i docenti e questo è una condizione necessaria per l’accreditamento dei corsi. “Al momento – ha aggiunto Vago – è come se fossimo commissariati perché da un lato il Tar ci dice di prendere tutti gli studenti che fanno domanda, dall’altro dobbiamo rispondere a una legge che impone di prendere un certo numero di docenti per far partire quel corso”. La “situazione paradossale” in cui ci si potrebbe trovare è che “o non facciamo partire il corso” perché non si possono garantire le assunzioni necessarie oppure “non potremo attivare altri corsi di laurea perché la normativa ci dice che se siamo fuori dal criterio di accreditamento per un solo corso non possiamo aprirne altri”. I sei corsi di laurea per i quali è stato introdotto il numero programmato hanno avuto 4200 domande, di cui il 15% sono domande multiple su più corsi. I posti a disposizione sono 3050, “per cui probabilmente non sarebbe rimasto fuori nessuno”, ha commentato Vago.TAR: NO AL NUMERO CHIUSO  – La decisione del Tar e’ di ieri, annunciata dagli studenti che avevano promosso il ricorso. “Il Tar del Lazio ha accolto il nostro ricorso contro l’introduzione dell’accesso programmato nella facoltà di studi umanistici dell’Università degli studi di Milano”,spiegava l’Unione degli Universitari. “Avevamo denunciato sin da subito come la delibera adottata dagli organi accademici contenesse vizi formali e sostanziali, mancando di fatto sia una maggioranza vera che il rispetto della normativa nazionale, prima su tutte la legge 264/99 – prosegue la nota – Avevamo denunciato come la sordità dimostrata da chi doveva rappresentare tutta la comunità accademica aveva segnato un pericoloso precedente, oltre che un danno per il diritto allo studio di migliaia di studenti che volevano scegliere liberamente il corso del loro futuro. Ora che il Tar del Lazio ci ha dato ragione, possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell’immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell’accesso illecite”. Per il coordinamento universitario Link la pronuncia del Tar dà “ragione alle mobilitazioni che abbiamo animato, in barba alla mancanza di ascolto del Rettore Vago, permettendo finalmente l’annullamento dei test di ingresso previsti per settembre ed il ritorno al libero accesso per i corsi di laurea di studi umanistici”. “Da anni – proseguono gli studenti – denunciamo l’ingiustizia dei numeri chiusi, strumenti inadatti a selezionare gli studenti e le studentesse e che escludono illegittimamente, come conferma la sentenza, la possibilità di accedere agli studi. La lotta però non si ferma qui. Dopo aver invaso l’ateneo con il nostro no ad un’università elitaria e a porte chiuse continueremo ad organizzarci con assemblee e mobilitazioni. Il numero chiuso scompare ma i problemi denunciati restano: l’accesso programmato infatti non è che un sintomo del definanziamento costante del sistema universitario pubblico. Ci mancano aule, docenti, appelli d’esame, spazi, borse di studio e servizi. L’università che vogliamo non è questa e continueremo a gridarlo a gran voce. A partire dal prossimo 5 settembre, data dei test di medicina, proseguiremo le mobilitazioni contro i numeri chiusi per ottenere la loro abolizione in ogni ateneo”.

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