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lunedì 19 febbraio 2018 01:03:56
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Statale, inaugurato il nuovo anno accademico. Il rettore Vago: “Campus su area Expo grande opportunità”

6 febbraio 2018 Cronaca, Politica

 

Il progetto per il campus della Statale sull’ex area Expo “è un contributo cruciale per la nascita di un distretto di alta ricerca, di formazione e un polo accademico di eccellenza a livello internazionale”. Lo ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala, partecipando all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo di via Festa del Perdono. “È un’occasione che non deve essere sprecata. Lo dico con chiarezza – ha aggiunto il sindaco – nessuno mette in dubbio Città studi , è un impegno che il Comune ha fatto proprio e faremo la nostra parte. Questo è il tempo delle decisioni, di guardare avanti e di scommettere su un modello che ha dimostrato di essere vincente”. Per Sala, i modelli di “Bicocca e Bovisa dimostrano come accanto ad attività didattiche le università hanno svolto un ruolo di inedita rigenerazione e trasformazione urbana”. Per questo “il nuovo campus sarebbe una risposta concreta alle esigenze reali del sistema universitario” come “la necessità di spazi e alloggi a prezzi accessibili”. “Mi ha fatto molto piacere il consenso del sindaco per un progetto che ritengo sia una grandissima opportunità per noi”, ha detto il rettore della Statale, Gianluca Vago, in merito al nuovo campus nell’ex area Expo, al termine dell’inaugurazione dell’anno accademico. Sarà “un’area di ricerca davvero unica in Italia”, per questo, ha detto Vago, “ è importante che il sindaco esprima questa sua convinzione”. Il rettore ha poi chiarito che nella settimana successiva alle elezioni, sarà presentata una proposta di bando per l’assegnazione del progetto. Il finanziamento per il trasferimento del campus, assicura Vago “è coperto”. Una cifra stimata intorno ai 380milioni di euro, “la copertura economica e finanziaria c’è”, ha concluso Vago, al suo ultimo mandato come rettore della Statale. Dopo? “Ho bisogno do leggere, informarmi e studiare”, ha scherzato.

In occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, l’Università Statale di Milano ha conferito la laurea ‘honoris causa’, in “Relazioni internazionali”, a tre madri di desaparecidos dell’America Latina, per il coraggio dimostrato nella lotta a favore dei diritti umani delle vittime delle “sparizioni forzate”, in Sud America. Tre ‘donne coraggio’: Vera Vigevani Jarach, milanese di nascita, si trasferisce in Argentina nel ‘39 per fuggire alle leggi razziali, che in quanto ebrea le avevano anche impedito di frequentare la scuola di via Morosini. La figlia Franca scompare, appena diciottenne, nel ‘76, durante la dittura dei militari in Argentina, e viene uccisa con un ‘volo della morte’ dopo violenze e torture;
Estela Barnes de Carlotto, presidente delle Abuelas de Plaza de Mayo, di origini vicentine ma nata in Argentina. Sua figlia Laura sparisce, incinta al terzo mese, nel 1977. Dopo decenni di ricerche, Estela nel 2014 è riuscita a ritrovare il bambino che la figlia portava in grembo al momento della scomparsa: Guido. È stato lui, dubbioso delle sue origini, a cercare attraverso le associazioni delle ‘Abuelas’ i suoi veri parenti; infine Yolanda Moran Isais, dell’associazione Fundem, che si occupa dei desaparecidos messicani. Il figlio Jeremeel Fernandez scompare nel 2008. Da quel momento ha fondato il primo movimento di desaparecidos del paese e ha lavorato all’approvazione della legge sulla ‘dichiarazione di assenza’, legge fondamentale per ritrovare le persone scomparse e che prima non esisteva. “È un onore questa laurea, non solo per me ma per tutte le abuelas”, ha dichiarato Estela, “noi non ci inginocchieremo mai”. “La storia si ripete – le ha fatto eco Vera, che ha vissuto sia il dolore della Shoah che quello dei desaparecidos – ai giovani dico: abbiate lo spirito critico, siate buoni cittadini non solo dei vostri paesi, ma del mondo“.

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