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martedì 19 giugno 2018 06:30:53
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Sindaci Pd per il Sì: “In Lombardia, un ‘pareggio’, ora percorso serio per vera autonomia”

23 ottobre 2017 Politica

“Il sentimento della società lombarda è largamente favorevole ad un rafforzamento dell’autonomia regionale, il dato dell’affluenza è invece tutt’altro che travolgente, mentre in Veneto lo è stato. Quello della Lombardia è un pareggio che non toglie e non aggiunge, da cui l’istanza autonomista non esce certo rafforzata e il clamoroso flop del voto elettronico, getta un’ombra pesante sulle pretese di una regione che si dimostra in questo passaggio tutt’altro che efficiente. Maroni avrebbe fatto assai meglio ad ascoltare i sindaci e i presidenti delle province, già nel 2015: sarebbe andato a trattare con il sostegno del 100% della rappresentanza politico-istituzionale. Oggi ci va col 38%, dato che sarebbe stato anche più basso se non ci fossimo impegnati a fare la campagna per il sì, coinvolgendo molti elettori del centro-sinistra, ad evitare che un referendum rinunciabile potesse diventare pesantemente dannoso per la causa dell’autonomia”. Così in una nota il comitato dei sindaci per il Sì, composto dai primi cittadini alla guida di amministrazioni di centrosinistra, Virginio Brivio, sindaco di Lecco, Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, Davide Galimberti, sindaco di Varese, Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona, Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, Alcide Molteni, sindaco di Sondrio Mattia Palazzi, sindaco di Mantova e Giuseppe Sala, sindaco di Milano. “Adesso, da amministratori che hanno contribuito a “salvare l’autonomia dal referendum”, chiediamo un percorso serio, di vero coinvolgimento della società lombarda nella scelta delle competenze da chiedere al governo – proseguono -. Dire “tutte” è come dire niente. Rilanciare la pretesa di trattenere decine di miliardi significa strumentalizzare il voto dei lombardi, di nuovo per propaganda. Bisogna individuare le priorità, le aree di competenza che possono davvero far fare un salto di qualità alla Lombardia e consentirle di competere da pari a pari con le grandi regioni d’Europa, a traino di tutto il Paese. No dunque a soluzioni affrettate e superficiali, soprattutto da parte di chi ha fatto trascorrere l’intera legislatura regionale senza muovere un passo. Chiediamo che il Consiglio Regionale ritrovi la sua centralità, anche attraverso la convocazione di una seduta aperta nella quale si coinvolgano gli enti locali, le istituzioni del territorio, il mondo del lavoro, di imprese e sindacati e delle rappresentanze, e del Terzo settore per rilanciare con credibilità la richiesta di una Lombardia più autonoma e più responsabile”.

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