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martedì 24 ottobre 2017 07:48:06
omnimilano

Si fingeva minore e adescava giovani
su facebook, arrestato dai carabinieri

6 febbraio 2016 Cronaca

I Carabinieri della Compagnia di Desio hanno tratto in arresto un cittadino di origini albanesi, di 39 anni, privo di occupazione ed irregolare sul territorio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Monza, per violenza sessuale e divulgazione di materiale pedoporngrafico. L’operazione è stata condotta dai militari della Compagnia di Desio e coordinata dalla Procura della Repubblica brianzola, scaturita dalla denuncia di una madre che, avendo intuito il profondo disagio della figlia diversamente abile, vittima di violenza sessuale, non ha esitato a rivolgersi ai Carabinieri raccontando la disavventura della figlia.
“Enzo Milano”, questo il nickname che l’indagato ha utilizzato in un profilo fittizio, scandagliava la rete in cerca di giovani vittime che individuava attraverso le foto postate sui social media. Una volta “agganciata” la preda, fingendosi diciassettenne ed innamorato, circuiva la ragazza cui richiedeva una fotografia. Proseguendo nel corteggiamento riusciva a carpire la loro fiducia, ottenendone una foto in cui erano nude. A quel punto, scattava il ricatto, le vittime venivano sottoposte ad incessanti pressioni ed “invitate” a concedersi pena la diffusione delle foto compromettenti in rete, ai familiari ed ai loro contatti.
Di questo inganno è rimasta vittima la 23enne brianzola che, atterrita dalla minaccia di pubblicazione della sua foto, si è piegata al volere di “Enzo Milano” subendo la violenza sessuale. La donna, peraltro affetta da un lieve deficit mentale, ha subito uno shock rilevante; ha cercato di dissimulare il suo disagio ma la madre non si è lasciata ingannare, ha rasserenato la figlia e l’ha convinta a denunciare il fatto. Mamma e figlia si sono presentate in caserma, consegnando gli abiti della ragazza sui quali sono stati trovati elementi utili alle indagini. I Carabinieri della Compagnia di Desio si sono immediatamente attivati, sono partite le indagini che hanno consentito di dare un volto al malfattore. Dal monitoraggio delle sue utenze ed analizzando il traffico in rete è emersa la serialità del suo comportamento che è stato repentinamente interrotto con il provvedimento cautelare che, di fatto, si riferisce ad un singolo conclamato episodio.

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