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lunedì 21 agosto 2017 08:22:20
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Sharing economy in continua crescita: “concentrazione” piattaforme a Milano

15 novembre 2016 Cronaca, Economia

Prosegue anche nel 2016 la crescita della sharing economy in Italia, pur con una maggiore gradualità rispetto agli esordi, ma con un numero sempre più ampio di mercati in grado di coglierne e attivarne il potenziale di innovazione. È quanto emerge dal terzo rapporto annuale sulla mappatura delle piattaforme collaborative e dal quarto report sulle piattaforme di crowdfounding a cura di Collaboriamo, organizzazione leader in Italia sull’economia collaborativa, e Università Cattolica. Le due ricerche sono complementari e sono state presentate nell’ambito della prima giornata di ‘Impatto Sharing’, quarta edizione di Sharitaly, evento dedicato all’economia collaborativa in Italia che si tiene oggi e domani allo spazio Base di via Bergognone. Sulla base dei dati elaborati da Marta Maineri e Ivana Pais, si calcola che nel 2016 le piattaforme italiane di sharing economy e crowdfunding siano arrivate rispettivamente a 138 e 68, per un totale di 206. L’aumento rispetto al 2015 è evidente e si aggira attorno al 10%. L’anno scorso, infatti, il numero complessivo si fermava a 187. L’economia condivisa sta facendo il suo ingresso in modo sempre più significativo in vari settori: dalla casa ai trasporti, dal turismo al welfare, dalla finanza alla mobilità. In particolare, i settori nei quali si nota il maggior sviluppo di queste piattaforme collaborative sono i trasporti che rappresentano il 18% delle piattaforme analizzate, i servizi alle persone che rappresentano il 16,6%, i servizi alle imprese (8,7%) e la cultura (9,4%), mentre rimane sostanzialmente invariato il turismo (12%). Nonostante l’incremento dell’offerta, la domanda ha ancora molti margini di crescita: il 51% delle piattaforme di sharing ha un numero di utenti inferiore a 5mila e solo l’11% ne registra più di 100mila. Lo stesso vale per le piattaforme di crowdfunding: il 49% ha un numero di donatori inferiore a 500, mentre il 9% supera i 50mila. Questo dato è giustificato dal fatto che molte delle piattaforme sono relativamente giovani con poco più di due anni di vita. La crescita degli utenti negli anni comunque c’è stata: se nel 2015 solo il 20% delle piattaforme sharing raggiungeva più di 30mila utenti, oggi sono il 31% e anche per il crowdfunding si è passati dal 35% di piattaforme con più di mille finanziatori del 2015 all’82% del 2016. Secondo Marta Maineri, che si è occupata di redigere il rapporto, “al nord c’è un’importante concentrazione delle piattaforme di sharing, c’è sempre stata una certa prevalenza”. In particolare, “molte di esse nascono a Milano, grazie anche alle politiche positive messe in campo dal Comune e al lavoro che stiamo facendo con Cohub”, il primo spazio in Italia, gestito da Collaboriamo per conto di Palazzo Marino, voluto da un’amministrazione interamente dedicato a promuovere l’economia della collaborazione in città e nel territorio.

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