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lunedì 21 agosto 2017 08:36:40
omnimilano

Sette arresti per omicidio via Castelbarco
Sequestrato machete: forse ferì capotreno

11 agosto 2016 Cronaca

Eseguite dalla Squadra Mobile di Milano sette ordinanze di custodia cautelare per omicidio e tentato omicidio relative agli episodi del 3 luglio scorso in via Castelbarco. In quella nottata si era verificata una aggressione da parte di una banda sudamericana in cui era rimasto gravemente ferito un 18enne albanese, Albert Dreni, poi deceduto dopo 10 giorni di agonia presso l’Humanitas. Per l’omicidio è già stato fermato il 21enne, Arturo Mauricio Sanchez Soriano, detto “Peludo”, originario di El Salvador ma le indagini sono proseguite per individuare eventuali complici. Oltre a Peludo è già finito in carcere anche un altro salvadoregno, Antonio Omar Velasquez, detto “Chukino”, di 20 anni. I due giovani sono entrambi membri della gang sudamericana MS 13, il secondo è accusato di un’altra aggressione avvenuta la stessa notte, poco prima, in piazza Sraffa, con esito non mortale. La vittima era stata un 20enne salvadoregno, scambiato per un membro di una gang rivale, picchiato ferocemente ma sopravvissuto. La doppia aggressione ha visto la partecipazione di una 20ina di latinos, la squadra mobile è impegnata nelle indagini per identificare tutti i partecipanti, le 7 custodie cautelari eseguite rientrano in tale attività. Gli ordini di custodia cautelare in carcere sono stati eseguiti ieri pomeriggio, i 7 sono stati raggiunti dagli agenti presso le proprie abitazioni, a Milano. Sono tutti sudamericani, 5 salvadoregni, un ecuadoriano e un peruviano, uno solo appena maggiorenne è affiliato alla gang MS13, gli altri, 4 maggiorenni e 2 minorenni, sono “in attesa di affiliazione”. Non sarebbe la prima aggressione a cui partecipano, avrebbero alle spalle vari episodi come quello di via Castelbarco, con esiti meno gravi, ma sempre caratterizzati da una estrema violenza e dall’assenza di motivi scatenanti. Nell’aggressione che è costata la vita all’albanese 18enne, la ragione sarebbe stata legata a un presunto commento fatto nei confronti di una ragazza. A casa di uno dei minorenni arrestati ieri gli agenti della squadra mobile hanno trovato un machete ora oggetto di accertamenti. Si presume che non centri con l’episodio di via Castelbarco ma che sia l’arma utilizzata sia nell’aggressione al capotreno della scorsa estate (11 giugno 2015), sia in quella dello scorso maggio in via Nervesa.

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