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giovedì 17 agosto 2017 07:49:40
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Sesto San Giovanni, il neo sindaco Di Stefano: “Ha vinto la voglia di cambiare, no alla grande moschea”

26 giugno 2017 Politica

“Espugnare Sesto San Giovanni dopo 72 anni” è stata “un’impresa storica: lo ha detto durante la conferenza stampa al suo comitato il neosindaco di centrodestra, Roberto Di Stefano, che con il 58,63% dei consensi ha strappato la ex Stalingrado di Italia alla sindaca uscente del Pd, Monica Chittó. “Una vittoria che molti non davano per scontato, ma il lavoro fatto sul territorio e a contatto con la gente, nei singoli condomini e con i commercianti ha mostrato una voglia di cambiamento in contrapposizione alle politiche fatte dal Pd, chiuse nel palazzo per cinque anni e con decisioni spesso in contrasto con le reali necessità dei sestesi”, ha spiegato a margine Di Stefano. Una vittoria al ballottaggio che le forze di centrodestra si aspettavano – “la voglia di cambiare era nell’aria, ma non mi aspettavo così tanto”, ha confessato il neosindaco – ma che è stata possibile anche grazie all’apparentamento con Gianpaolo Caponi (la cui lista al primo turno raggiunse il 24%, ma il suo ruolo ancora non è definito “l’importante era vincere”, ha spiegato): “un attacco a due punte”, per Di Stefano, “non per un accordo di poltrone ma su contenuti e programmi”. Nella prima conferenza stampa da sindaco, non e’ mancato il tema della moschea:  pur non essendo “favorevoli ” e “espressamente contrari” alla realizzazione di una moschea di “2400 mq, garantiremo la libertà di culto alla comunità islamica locale”, ha detto, “a patto che da parte della comunità ci sia la volontà di sottoscrivere un protocollo di intesa che garantiscano la legalità, la sicurezza e il rispetto delle normative”, ha detto in merito alla costruzione della moschea di Sesto, oggetto anche di scontro in campagna elettorale. I punti in questione sarebbero l’iscrizione all’albo per gli Imam, la predicazione in lingua italiana e la trasparenza: “Chiederò immediatamente i bilanci e copie delle transazioni. Prima valutiamo le carte e poi prenderemo una decisione. Chiamerò l’imam e vedremo la loro disponibilità ad integrarsi”. L’ipotesi potrebbe essere di trasformare la moschea “temporanea”, dopo aver risolto il “problema urbanistico con Regione Lombardia” ha spiegato Di Stefano, e trasformarla in una moschea permanente più piccola. Secondo il neosindaco sarebbero circa 400 i fedeli della comunità musulmana che frequentano la moschea.

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