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Senza dimora, indagine FioPSD: 55mila in Italia, a Milano vive il 23,7%

10 dicembre 2015 Cronaca, Politica

Sono oltre 55 mila le persone senza dimora che vivono in Italia. Più della metà vive al Nord, dove l’offerta dei servizi è maggiore, il 25% vive al Centro e solo il 20% nel Mezzogiorno, dove tuttavia le presenze aumentano del 2%. Milano e Roma accolgono ben il 38,9% delle persone senza dimora (23,7% nel capoluogo lombardo, una quota in leggera flessione (da 27,5% del 2011 a 23,7% del 2014) e 15,2% nella capitale. Palermo è il terzo comune dove vive il maggior numero di persone senza dimora (il 5,7%, in calo rispetto all’8% del 2011), seguono Firenze (3,9%), Torino (3,4%), Napoli (3,1%, in aumento rispetto all’1,9% del 2011) e Bologna (2%). I senza dimora sono stranieri (60%), italiani (40%), donne (15%), con un’età media di 45 anni. Vivono soli nel 70% dei casi e frequentano sempre più regolarmente strutture mensa e dormitorio. Diminuiscono i servizi a causa di un alto turn over ma aumentano del 15% le prestazioni erogate rispetto al 2011: circa 900 mila pranzi, cene, posti letto erogati in un mese. Emerge dal Follow up dell’Indagine Nazionale sulle condizioni delle Persone Senza Dimora è stata condotta da fio.PSD nel corso del 2014, in collaborazione con Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat e Caritas Italiana. Oltre 1.000 volontari vicini alla fio.PSD (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora) hanno intervistato 5.000 persone nei 158 comuni italiani oggetto dell’indagine nazionale. In parallelo, la prima Indagine Nazionale sulle Unità di Strada ha permesso di mappare la presenza di 229 UdS che offrono servizi di supporto relazionale e assistenza.
Secondo l’indagine, chi è povero è sempre più povero: la stessa persona frequenta 5 volte alla settimana gli stessi servizi per mangiare e 3 volte a settimana gli stessi dormitori per dormire; e vive in strada da oltre quattro anni: sono circa 30.000 le persone senza dimora croniche (1.000 poveri all’anno in più che si aggiungono ai marginali di sempre). Le fratture relazionali (separazioni e divorzi), un lavoro instabile, poco sicuro e mal retribuito, e la mancanza di qualsiasi reddito sono tra i principali fattori della homelessness oggi in Italia. Dal 2011 al 2014, si stima un forte aumento delle persone senza dimora che hanno vissuto una separazione, dal 59,5% al 63%, leggermente più accentuato tra gli stranieri (dal 54,4% al 57,8% rispetto al passaggio dal 67% al 69,6% rilevato tra gli italiani). La perdita del lavoro stabile – secondo l’indagine – non è più l’evento maggiormente diffuso: nel 2014 ha riguardato il 56,1% delle persone senza dimora (61,9% nel 2011), variando tra il 48,4% degli stranieri (era il 55,9%) e il 66,1% degli italiani (era il 70,6%).
E poi ci sono le persone che non si rivolgono ai servizi e vengono avvicinati solo dagli operatori e dai volontari del Gruppo delle Unità di Strada coordinato da fio.PSD: si stima che siano 5.000 e che vivano senza dimora, senza tetto e senza prestazioni, nelle strade, nelle baracche, nelle panchine delle grandi città.

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