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Scuola, in consiglio regionale sì a mozione per portare la ‘schiscetta’ da casa per il pranzo

12 gennaio 2016 Cronaca, Politica

La ‘schiscetta’ da casa come alternativa alla mensa. Dopo il caso della scuola di Corsico e dei pasti sospesi dal Comune per gli alunni con genitori morosi, il Consiglio regionale su iniziativa del Movimento Cinque Stelle chiede alla giunta di sollecitare gli organi istituzionali competenti in modo che sia data la possibilità “di scegliere se usufruire del servizio mensa oppure permettere di portare il pasto da casa”. Questa infatti la richiesta contenuta in una mozione del M5S e approvata in mattinata dall’Aula con i voti di tutta la maggioranza, ad eccezione di Fdi che si è astenuto. Voto contrario al testo dei Cinque Stelle dal resto dell’opposizione, Pd e Patto Civico, che hanno sostenuto invece un’altra mozione sullo stesso tema, presentata da Umberto Ambrosoli (Patto Civico).Il documento stigmatizzava la decisione del Comune di Corsico e sollecitava la Giunta a trovare soluzioni condivise con i Comuni alle situazioni di morosità, ma è stato respinto dall’Aula ricevendo voto contrario da parte proprio dei Cinque Stelle e di tutta la maggioranza. “A differenza degli anni Settanta, che hanno visto nascere il tempo pieno nelle scuole, – ha commentato l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea – oggi la situazione socio-economica delle famiglie e’ molto diversa, cosi’ come lo e’ quella della cassa dei Comuni. Il presente non puo’ essere gestito tramite logiche del passato, tantomeno con eccessiva rigidita’ o troppo buonismo, con riferimento alle famiglie che, pur potendo, non pagano le rette delle mense scolastiche. I bambini non sono responsabili delle inadempienze dei genitori. Pertanto, chi ha effettivo bisogno, deve essere aiutato, mentre, per soddisfare le molteplici e diversificate esigenze degli alunni (stranieri, con intolleranze o altro) o situazioni familiari temporaneamente o permanentemente in situazioni precarie, occorre invertire la tendenza prevalente negli ultimi decenni a organizzare il momento educativo del pasto con modalita’ uniformi e oggettivamente costose. Gli organismi statali competenti devono essere sollecitati in questa direzione”. “Oggi stesso – conclude Aprea – scrivero’ al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e al coordinamento degli Assessori regionali, per promuovere riflessioni sul superamento delle rigidita’ che regolano questo momento della vita scolastica dei bambini del tempo pieno, favorendo il consumo del pasto con docenti e compagni, ma non il consumo di un unico pasto”.

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