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Scompare a 90 anni Dario Fo. Arte, teatro e politica nella sua lunga carriera

13 ottobre 2016 Cronaca, Cultura, Politica

E’ morto a 90 anni Dario Fo, simbolo della cultura italiana e milanese, una carriera lunghissima di impegno e passione nel campo delle arti come drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo, e di altrettanto impegno politico, a sinistra prima, e negli ultimi anni per il Movimento 5 Stelle. Il suo momento artisticamente più importante l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura, nel 1997,  Nato a Sangiano, in provincia di Varese, il 24 marzo 1926, ha sviluppato la sua carriera artistica a Milano, dove ha studiato all’Accademia di Brera. Molto presente nella vita milanese, culturale e politica, si impegno’ anche negli ultimi anni a sostegno delle cause più impegnative: nel 2005, con la moglie Franca Rame, scomparsa il 29 maggio 2013, per esempio, fu in prima persona insieme ai profughi di via Lecco, il gruppo di richiedenti asilo, somali ed eritrei, che occupò uno stabile in via Lecco e per i quali Fo si spese in prima persona. Ma anche al fianco delle popolazioni rom, fino all’impegno politico più diretto con la candidatura alle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco quando sfidò Bruno Ferrante, nel 2006. Quindi, negli anni successivi, l’avvicinamento al Movimento 5 Stelle, sul fronte politico, e le mostre sulle sue opere pittoriche, lezioni-spettacolo in università e un continuo impegno culturale nella vita milanese. 

Dario Fo sotto uno degli arazzi portati in corteo dagli studenti (Foto Omnimilano)

 

Dal sindaco Sala a Mattarella e Renzi, i messaggi di cordoglio

“La scomparsa di Dario Fo ci colpisce nel profondo. Perdiamo uno dei più grandi rappresentanti della letteratura, del teatro e della cultura milanese e italiana. Fo è stato uno dei migliori interpreti della storia del nostro tempo. Milano non dimenticherà i suoi insegnamenti”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato la notizia della morte di Dario Fo.

“La morte di Dario Fo addolora gli italiani. Con il suo genio creativo e con la sua incrollabile passione civile ha arricchito la cultura del nostro Paese, nella lunga stagione che va dal dopoguerra ai giorni nostri. Desidero esprimere al figlio Jacopo, ai familiari e agli amici la mia vicinanza, e insieme la condivisione di una memoria, che è parte della storia del teatro, della televisione, della letteratura, e che resterà viva nella mente e nell’animo di tanti nostri concittadini”. Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la scomparsa di Dario Fo. “La qualità della sua opera artistica, la capacità di inventare linguaggi e forme nuove di espressività, l’ironia e il sarcasmo, usati per indagare comportamenti e realtà sociali, sono riusciti ad andare oltre la soglia dell’eccellenza riscuotendo grandi apprezzamenti, in Italia e nel mondo.
Il premio Nobel per la Letteratura, conseguito nel 1997, è l’alto riconoscimento ai suoi meriti. La motivazione che ne ha accompagnato il conferimento ha premiato la sua opera e le motivazioni personali più radicate nel suo spirito. La sua testimonianza, che ricordiamo sempre unita in un sodalizio indistruttibile a quella di Franca Rame, è offerta alle giovani generazioni con quel sorriso e quella voglia di allegria che ha manifestato e mai abbandonato anche davanti a momenti difficili”, conclude Mattarella.

“Con la scomparsa di Dario Fo Milano e la Lombardia, oltre che il Paese, dicono addio non solo a una indiscutibile figura di spicco del panorama culturale internazionale, ma anche a un grande cultore e divulgatore delle lingue locali”. Lo dichiarano il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e l’assessore regionale alle Culture, Identita’ e Autonomie Cristina Cappellini. “Il suo ‘Mistero buffo’ – proseguono -, per il quale si e’ avvalso di una mescolanza dei vari dialetti della Pianura padana, e’ un evidente esempio di come Fo ha saputo nobilitare le lingue dei padri, ineludibile rimando alla storia e alle radici, con il merito di farle approdare sui piu’ grandi palcoscenici del mondo”.

“Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”. Lo dichiara il Presidente del Consiglio Matteo Renzi apprendendo della morte di Dario Fo.

“Si è spenta una voce critica che è stata da stimolo per l’attenzione verso gli ultimi e le periferie della storia. La preghiera che possa incontrare l’amore pieno”. Così una nota del Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti diffusa dal direttore della sala stampa, padre Enzo Fortunato che ricorda: “Dario Fo è sempre stato legato da affetto e ammirazione per il Santo di Assisi, lo testimoniano alcuni suoi scritti come la poesia per il Santo ‘Il dono della Pace’ e il racconto ‘La leggenda della fonte tiepida’”.

“Oggi se ne è andato Dario Fo. Lo ricordiamo con il suo intervento dal palco di piazza Duomo il 19 febbraio 2013, quando ci disse con la sua potente voce: “Fatelo voi!”. Sarai sempre con noi Dario”. Così il blog di Beppe Grillo ricorda Dario Fo, scomparso all’età di 90 anni. Sul blog, quindi le parole pronunciate da Fo: “Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra, l’ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa e c’era tanta gente come siete voi: felici, pieni di gioia e, non dico speranza, la speranza lasciamola a parte, ma di certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi! Ribaltate tutto per favore. Io mi ricordo che in quell’occasione c’erano quattro contadini che sono arrivati qua con altri contadini e portavano sei piante. E le hanno piantate una qua una là una là una là… Le piante erano il segno del “si ricomincia”. Vorrei che anche questa sera ci fosse quelle piante piantate per dire “Si ricomincia da capo!”. Grazie!”

“È morto Dario Fo, bravo artista, una preghiera. Per lui io e i leghisti eravamo razzisti, egoisti, ignoranti? Vabbè, acqua passata, non porto rancore, doppia preghiera”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Facebook.

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