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Scola: Essere capaci di tradizione innovativa Terrorismo non ferma ‘meticciato civiltà’

4 dicembre 2015 Senza categoria

Riguardo al tema giustizia e misericordia, ordinamento legale e compito educativo, nel suo Discorso alla Città oggi in Sant’Ambrogio l’arcivescovo e cardinale Angelo Scola, ha portato ad esempio anche il tema dell’immigrazione e, "in particolare, dei rifugiati – ha detto -. Anche questa situazione chiama in causa, per molti aspetti, l’ordinamento legale. È un ambito in cui emerge chiaramente una forte dissociazione tra lo slancio compassionevole nei confronti delle migrazioni irregolari e i tentativi di trovarvi una ragionevole soluzione giuridica. Si riaffaccia anche in questo caso il conflitto tra misericordia e giustizia. In proposito voglio limitarmi ad un rilievo fatto con discrezione, ma anche con forza. Non basta focalizzarsi sulle disumane, inaccettabili condizioni del viaggio dei migranti. Si deve guardare bene in faccia a un dato: queste persone sono costrette a sostenere simili fatiche per ragioni di assoluta necessità, come la difesa della vita, della libertà o la determinazione a lasciarsi alle spalle la fame e la miseria. L’immigrazione, infatti, non solo mette in campo la necessità di approfondire una cultura dell’accoglienza, ma anche e soprattutto un giudizio circa la radice dell’odierno sistema socio-economico che è all’origine del fenomeno migratorio.
L’aggravarsi del terrorismo islamista ed il peso che va assumendo, anche per l’Europa, non cambiano il carattere strutturale del “meticciato di culture e di civiltà” che le migrazioni presentano – ha sottolineato l’arcivescovo -. L’attuale e imponente fenomeno migratorio presenta certi aspetti di emergenza, ma è già – e lo sarà sempre più – un fenomeno strutturale. Inoltre il terrorismo non potrà essere battuto senza un processo integrativo che domanda ricerca e promozione di “senso”, impossibile senza un intenso risveglio dell’Europa.
Alle istituzioni statuali l’integrazione degli immigrati domanda di garantire il contesto di ordine, di pace e di benessere necessario perché l’accoglienza possa essere concretamente attuata dai singoli e dai corpi intermedi. L’autorità costituita dovrà essere particolarmente attenta, in proposito, a salvaguardare la pregnanza della capacità della società civile di sviluppare la propria identità e la propria storia, in altri termini la sua capacità di “tradizione innovativa” in quanto fattore dinamico di edificazione di civiltà. Nel massimo rispetto della storia, della cultura e dei costumi del popolo che rappresenta, l’autorità statuale, ai vari livelli, non dovrà pretendere di imporre in modo meccanico un’idea astratta di integrazione. È fuori dubbio che il fenomeno migratorio visto in tutti i suoi aspetti anche negativi, ha bisogno – come da tempo chiede l’insegnamento sociale della Chiesa – di un nuovo ordine mondiale". (4 dicembre 2015)

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