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SCALI, GALLERA: INTERESSANTE PROPOSTA NUOVO OSPEDALE IN AREA S. CRISTOFORO

28 ottobre 2016 Politica

“Da alcune settimane stiamo valutando l'ipotesi di realizzare un nuovo ospedale che sostituisca gli ospedali Santi Paolo e Carlo. Scelta assolutamente in linea con l’azione che sta caratterizzando questa legislatura. Mentre, infatti, sino alla scorsa legislatura si è sostituito un ospedale vecchio con un ospedale nuovo, ora partendo dall’esperienza di Busto-Gallarate, l’idea è di sostituire due ospedali di vecchia concezione, come nel caso del San Carlo e del San Paolo, con uno di nuova concezione”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in merito alla notizia apparsa oggi sulla stampa circa la possibilità di realizzare a Milano un nuovo ospedale nell’ex scalo San Cristoforo.
“L’idea – ha spiegato l’assessore – è quella di costruire un ospedale tecnologicamente avanzato e che abbia alla base una concezione moderna e innovativa. I dati ci portano a ritenere che sia più logico investire le risorse nella costruzione di un nuovo ospedale piuttosto che puntare alla ristrutturazione di due strutture datate nel tempo come quelle del San Carlo e del San Paolo”.
“Nei prossimi giorni – ha detto l'assessore Gallera – contatterò il Comune di Milano e l’assessore all’urbanistica Maran per verificare la disponibilità delle aree nel sud Milano, idonee alla collocazione di questa struttura ospedaliera di ultima generazione. Sicuramente la proposta del Gruppo consiliare di Forza Italia di Milano di collocarlo nell’ex scalo San Cristoforo è una proposta interessante”.
“Certamente – ha concluso – è centrale il tema legato alla tempistica dal momento che entrambe le strutture degli ospedali Santi Paolo e Carlo necessitano di manutenzione. L’orientamento attuale sarebbe quello di limitare gli interventi manutentivi allo stretto necessario e di destinare le risorse a disposizione, circa 100 milioni di euro, alla realizzazione del nuovo ospedale. Valuteremo attentamente, quindi, con il Comune di Milano la disponibilità fisica e temporale delle aree”.

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