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giovedì 23 novembre 2017 19:24:27
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Appalto Expo, Sala indagato dalla procura per turbativa d’asta
Il sindaco: “La storia si ripete, profonda amarezza”

23 giugno 2017 Politica

“La storia, purtroppo, si ripete. Anche questa volta è un articolo di giornale a diffondere notizie di un provvedimento che mi riguarderebbe e che è ancora coperto dal segreto istruttorio. Non intendo commentare in alcun modo ogni possibile iniziativa della Procura Generale. Non lo farò nè oggi nè in futuro. Provo solo una profonda amarezza, soprattutto pensando a quanto ho sacrificato per poter fare di Expo un grande successo per l’Italia e per Milano. Troverò in ogni caso in me le motivazioni per continuare a svolgere con la massima dedizione possibile il mio lavoro al servizio della mia città”. Così il Sindaco di Milano Giuseppe Sala in merito a quanto pubblicato dal Corriere della Sera sull’indagine della procura di Milano a carico del primo cittadino per turbativa d’asta per un appalto per il “verde”, per la fornitura di alberi, di Expo 2015 da 4 milioni.

LE REAZIONI – “Andiamo avanti e lavoriamo”. Così l’assessore Pierfrancesco Majorino su Facebook in merito all’indagine che coinvolge il sindaco Sala. Majorino condivide il post del sindaco in cui esprime “amarezza” per la nuova ipotesi di reato per un appalto Expo e per la diffusione della notizia sulla stampa.

“Si fa presto a parlare di giustizia quando si parla dell’altra parte politica. La sinistra su questo tema ha dimostrato di avere un opportunismo di ritorno che non la aiuta ad essere credibile. Noi siamo sempre stati garantisti, è chiaro che fa un po’ sorridere che prima ci si autosospende e poi ci si limita a dire che si è amareggiati. C’è una certa contraddizione”. Così la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini commenta la notizia della nuova ipotesi di reato per turbativa d’asta che coinvolge il sindaco Giuseppe Sala. “Noi – ha aggiunto – siamo garantisti anche quando le vicende riguardano gli avversari. A noi interessa il giudizio politico su Sala che è negativo perché in questo anno non è emersa la capacita di governare la città, a partire dal patto per Milano che non ha risolto problemi e qualità della vita in periferia. Abbiamo, inoltre, una Giunta allo sbando con molti assessori che vogliono lasciare la poltrona. Io ricordo le parole impietose nei confronti di Berlusconi, oggi invece ascoltiamo il ministro Orlando scandalizzarsi per la pubblicazione di intercettazioni non rilevanti. A noi interessa il valore del garantismo che portiamo avanti anche quando di mezzo c’è il sindaco Sala”, ha concluso.

“Abbiamo appena commentato tutti un anno di Giunta Sala. Argomenti per una opposizione che rimanga nell’ambito dello scontro politico, come del confronto e della dialettica, anche aspra, non ne mancano. Da parte mia e di Milano Popolare non c’è stato nei mesi scorsi, non c’è oggi e non ci sarà mai il tentativo di strumentalizzare le indagini a carico del Sindaco. Purtroppo è lui che si trova in una compagine politica e persino di Giunta che nell’ultimo periodo non ha esitato a trascinare in tribunale membri della minoranza per le loro opinioni e a criminalizzare un’esperienza di governo come quella di Regione Lombardia, dimenticando tra l’altro che l’innocenza dei singoli è tale fino al terzo grado di giudizio. Solidarietà, dunque, al cittadino Beppe Sala per l’ennesimo avviso a mezzo stampa che di garanzia ha solo il nome. Solidarietà anche al politico Beppe Sala, che si trova in Giunta con Majorino e in maggioranza con Bussolati”. Così in una nota il capogruppo e consigliere comunale di Milano Popolare a Palazzo Marino, Matteo Forte.

“Era dai tempi di Mani Pulite che non si vedeva un sindaco di Milano doppiamente indagato! A questo punto a Sala conviene dire tutto, non vorrei che valesse la regola del “non c’è due senza tre”. Il Pd, Sel e Sala chiedano scusa ai milanesi. Se il sindaco si è autosospeso dopo il primo avviso di garanzia, perché non fa un passo indietro all’arrivo del secondo? Sono entrambe accuse gravi per un amministratore pubblico. Veniamo a sapere della nuova ipotesi di reato per turbativa d’asta che riguarda il sindaco, dopo quella di falso materiale e ideologico. Ringraziamo la Procura Generale di Milano, che aveva tolto il fascicolo alla ritenuta inerte Procura della Repubblica: senza il suo lavoro, sarebbe stato tutto archiviato. Renzi e il Pd hanno la responsabilità politica di aver “regalato” alla nostra città un sindaco “superindagato”. Hanno voluto fortemente l’ad di Expo, nonostante molte cose già lo scorso anno risultassero poco chiare su appalti e giri di denaro.
Non vorremmo fosse solo l’antipasto. Ci dobbiamo aspettare altro? Poi arriverà la fase dei processi, altra cosa che i milanesi non si meritano. Sala si dichiara “amareggiato”, ma sono i cittadini a esserlo!” Lo dichiara Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia, commentando la nuova ipotesi di reato per turbativa d’asta che riguarda il sindaco Giuseppe Sala.

“Mi auguro che lunedì il sindaco venga in consiglio comunale e ci spieghi il suo comportamento se ritiene di poterlo fare. Io ho sempre detto che non chiedo le dimissioni di nessuno, tanto più di un sindaco eletto dai cittadini. Tra le libertà del sindaco c’è anche quella di cambiare opinione, ma lunedì venga in aula e ci spieghi perché è tranquillo e vuole andare avanti. Mi auguro di non sentire ancora le parole ‘non ricordo’. D’altronde, mi sembra che chi fa il sindaco cambi idea: è successo a Roma con la Raggi, è successo qui”. Così il consigliere comunale di Milano in comune Basilio Rizzo ha commentato la notizia di una nuova ipotesi di reato a carico del sindaco Giuseppe Sala, a margine di una conferenza stampa in via Marino.
“Quella di Expo – ha aggiunto Rizzo – è una vicenda complessa e questo è un ulteriore passaggio. Ricordo che anche alcuni appalti sulla ristorazione sono stati dati senza gara. Sala dice di aver fatto sacrifici per il successo di Expo e dal punto di vista umano lo capisco, ma questa partita è stata criticata e giustamente esaminata proprio in relazione a queste vicende degli appalti. L’appalto sul verde era un fatto noto, gli alberi sono stati pagati a ‘peso Expo’, totalmente fuori mercato” ha detto riferendosi all’appalto da oltre 4 milioni di euro a fronte di un costo degli alberi di 1,6 milioni. Infine, “il fatto di aver inserito l’entourage di Expo nella macchina comunale ha contribuito a creare problemi. Avrebbe dovuto esserci una cesura netta”.

“Comprendiamo tutta l’amarezza del Sindaco Sala nell’apprendere, dalla stampa, di una indagine aperta e ci auguriamo che questa vicenda giudiziaria si chiarisca al più presto. In tal senso esortiamo la magistratura a proseguire rapidamente negli accertamenti auspicando che, prima o poi, si recuperino canali di comunicazione più consoni.
Siamo sicuri che Beppe Sala sia una persona per bene e che si sia sempre impegnato nell’esclusivo interesse della riuscita di Expo, un successo di Milano e del Paese. Adesso continuiamo a lavorare insieme e a testa alta, come sempre abbiamo fatto in questo primo anno di mandato, al servizio dei milanesi”. Così in una nota i consiglieri comunali di Partito Democratico, Lista civica Noi Milano, Sinistra per Milano.

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