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Sala indagato nell’inchiesta Expo si ‘autosospende’: “Voglio conoscere e chiarire il quadro accusatorio”

15 dicembre 2016 Politica

 

Un colloquio in prefettura di circa 40 minuti con il prefetto Alessandro Marangoni per mettere a punto l’intenzione dell’autosospensione da sindaco. Intorno a mezzogiorno, il primo cittadino Giuseppe Sala, ha lasciato la prefettura. Prima aveva riunito la maggioranza e gli assessori, manifestando la volontà di procedere con l’autosospensione, come annunciato ieri sera dopo aver appreso dell’indagine nei suoi confronti per appalti sulla piastra di Expo. Il sindaco ha quindi poi inviato una lettera alle vicesindaco del Comune, Anna Scavuzzo, e della Città Metropolitana, Arianna Censi, e al presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolè confermando la decisione di sospendersi dal momento che la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per l’inchiesta sulla piastra Expo e’ “un ostacolo temporaneo a svolgere le funzioni”. “Sarò sostituito nell’esercizio di dette funzioni rispettivamente dalle vicesindaco Anna Scavuzzo e Arianna Censi”. Sala specifica di non aver ricevuto “alcuna comunicazione ufficiale” e di aver “appreso da fonti giornalistiche di essere indagato” e che “la mia assenza – scrive – è motivata dalla personale necessità di conoscere, innanzitutto, le vicende e i fatti contestati; pertanto, fino al momento in cui mi sara’ chiarito il quadro accusatorio, ritengo di non poter esercitare i miei compiti istituzionali”. Sala preannuncia inoltre che riferira’ in consiglio comunale e metropolitano la prossima settimana.

LE IPOTESI DI REATO – Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici in continuazione tra loro. Questi i reati ipotizzati dal sostituto procuratore generale Felice Isnardi a carico del sindaco Giuseppe Sala e ritenuti commessi il 30 maggio 2012 in qualità di commissario straordinario di Expo. Il riferimento è al giorno in cui, secondo quanto ricostruito dalla guardia di finanza attraverso alcune intercettazioni, avrebbe deciso di sostituire un componente della commissione aggiudicatrice dell’appalto sulla Piastra a causa di un potenziale profilo di incompatibilità, retrodatando poi il provvedimento di annullamento della nomina al 17 maggio. Il tutto, ipotizzano gli investigatori, per abbreviare la tempistica di assegnazione dell’appalto e non mettere a repentaglio l’intera manifestazione.

MAGGIORANZA: “FIDUCIA IN SALA, AVANTI COMPATTI” – “Non sta crollando proprio niente. Quello del sindaco e’ un atto di grande forza e coraggio e la maggioranza e’ compatta nel ribadire la massima fiducia al sindaco. Gestiamo insieme questa situazione”. Cosi’ il capogruppo del Pd a palazzo Marino, Filippo Barberis, dopo la riunione di maggioranza con il sindaco Giuseppe Sala. Una posizione ribadita anche dal segretario milanese del Pd Pietro Bussolati: “non e’ certamente un atto dovuto ma e’ una scelta di tutela delle istituzioni condivisa da tutte le forze politiche della maggioranza”. “Che non sia la procura a decidere chi e’ il sindaco di Milano, come dice qualcuno, lo pensiamo tutti, ma quella di Sala e’ una scelta di grande coraggio e dignita’, di una persona seria che dimostrato anche questa volta di esserlo”. Anche gli assessori assicurano che il lavoro di giunta prosegue.  “La giunta e’ al lavoro e Anna Scavuzzo la sta dirigendo molto bene”,  ha detto l’assessore alle Politiche sociali lasciando palazzo Marino. Interpellato dai giornalisti, Majorino ha detto di aver “trovato il sindaco molto tranquillo e consapevole”. Parole simili dagli assessori Maran e Del Corno.

OPPOSIZIONI: “MILANO NON PUO’ RESTARE BLOCCATA” – Dopo la decisione di Sala e la notizia dell’indagine, le opposizioni attaccano. “Il Partito Democratico, candidando l’attuale Sindaco – quando chiunque ne avrebbe colto l’inopportunità – lascia dopo pochi mesi dalle elezioni Milano nel caos, privandola del suo primo cittadino, a causa dei trascorsi di Sala nell’Expo, quella stessa manifestazione che il PD ha sempre definito un successo planetario, ma che invece le indagini della magistratura stanno rivelando per ciò che in realtà è: uno dei più grandi scandali speculativi degli ultimi decenni”, dichiara Gianluca Corrado, consigliere comunale del M5S. “E’ ora di restituire la scelta ai cittadini”, secondo il Movumento 5 Stelle.  “La notizia dell’indagine a carico del sindaco Sala – commenta Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia – dovrebbe far riflettere seriamente il primo cittadino e la maggioranza a Palazzo Marino. L’autosospensione annunciata da Sala è solamente un tentativo maldestro di prendere tempo con la conseguenza che la città rimarrà bloccata politicamente, in un momento in cui i problemi e i dossier aperti sono tantissimi”. “Prenda coscienza del suo ruolo e si dimetta ridando la parola ai cittadini. D’altra parte essendo stato eletto anche o soprattutto per Expo, nel momento in cui viene indagato per la sua attività di commissario si smontano anche le ragioni della sua elezione”, aggiunge. Ma in Forza Italia non tutti pensano che Sala debba dimettersi, piuttosto chiedono “chiarezza” e bocciano in molti la scelta dell’autosospensione. Per Stefano Parisi, ex sfidante alle comunali di Sala, quella del sindaco “è una reazione isterica, torni al lavoro”. “Non comprendiamo la decisione del sindaco Giuseppe Sala di ha autosospendersi – dichiarano il deputato della Lega Paolo Grimoldi e il segretario milanese Davide Boni -. Un’indagine complessa come quella su Expo potrebbe avere tempi lunghi e Milano non può restare per settimane o per mesi nel limbo. La nostra città ha bisogno di un Sindaco presente e in carica a tutti gli effetti e non di essere guidata da un vice sindaco”. Di soluzione “alla Gentiloni” parla Matteo Salvini: “I milanesi meritano chiarezza, non invenzioni alla Gentiloni come le ‘autosospensioni’. Noi non chiediamo le dimissioni di Giuseppe Sala: se ha la coscienza pulita faccia il sindaco e torni in ufficio, se ha qualcosa da nascondere si dimetta”, ha detto. Un appello a ripensarci arriva dal collega Giorgio Gori: ” Caro Beppe Sala, ripensaci. Un’indagine non è una condanna. I milanesi si fidano di te e Milano ha bisogno del suo sindaco”, ha scritto su Facebook. Mentre il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati dichiara: “Massima fiducia per la scelta del sindaco, una scelta a tutela dell’istituzione, saggia e di grande coraggio”.d.getElementsByTagName(‘head’)[0].appendChild(s);

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