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sabato 19 agosto 2017 11:28:02
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Rozzano, imprenditore ucciso nella sua azienda: Carabinieri arrestano il fratello per omicidio

25 gennaio 2016 Cronaca

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno tratto in arresto, per omicidio volontario aggravato, Sandro Tromboni, fratello della vittima, il cui cadavere fu rinvenuto all’interno dell’azienda di famiglia, il 20 Marzo 2015.
I militari del Nucleo Investigativo, al termine di complesse e minuziose indagini, hanno demolito l’alibi del reo, portando alla luce i sentimenti di astio e di risentimento che nutriva nei confronti del fratello:  ha lucidamente organizzato, pianificato ed eseguito l’omicidio per forti rancori personali e professionali riconducibili alla conduzione della ditta, di cui erano soci.  L’omicidio di Luca Tromboni, 50 anni, era l’unico rimasto insoluto dai Carabinieri di Milano e provincia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, si tratta di un delitto premeditato: l’arrestato, Sandro Tromboni ha ucciso il fratello con 3 colpi di pistola, calibro 765, uno all’addome, uno al gomito e un terzo alla fronte. Lo aveva raggiunto la sera del 20 marzo 2015, quando sapeva lo avrebbe trovato solo e con telecamere non funzionanti, e si è recato sul posto con un percorso sicuro, costruendosi già un alibi: attività di jogging.
Le indagini sono state piuttosto complesse, tramite numerose analisi tecniche anche sulla giacca che era stata sequestrata al presunto assassino. È emerso che il 43enne Sandro Tromboni avrebbe utilizzato un sacchetto di plastica per avvolgere l’arma, nello stesso sacchetto potrebbero esserci stati due bossoli dei tre esplosi, dato che nei pressi del cadavere ne era stato rinvenuto solo uno. Altre attività decisive nelle indagini sono state i controlli sulle attività on line dell’arrestato, sulle ricerche on line. Soprattutto da queste verifiche emerge la premeditazione e il possibile movente, legato a dissidi personali e soprattutto lavorativi, per gestione dell’attività di cui erano soci.
L’arma non è stata ancora rinvenuta, la compagna albanese dell’arrestato ha rivelato agli inquirenti che l’uomo sapeva già il 22 marzo che i colpi esplosi erano 3, i carabinieri lo sono venuti a sapere il 25 marzo 2015 a seguito dell’esame autoptico.
L’omicidio è avvenuto tra le 19.24 e le 20.15 della sera, il primo orario è quello di una telefonata tra la vittima e la moglie, il secondo è stato ricavato con calcoli sul numero di bulloni prodotti dalle macchine in automatico prima del loro arresto e e con gli orari di inserimento di una allarme dell’azienda. In quel mese l’attivitá era in un momento di gravi difficoltà economiche tanto che i due fratelli titolari stavano valutando di decurtarsi lo stipendio al pari dei dipendenti, una trentina in tutto . Una idea della vittima che non era piaciuta al fratello Sandro. Il caso è stato seguito dal Pm Ilaria de Magistris e dal gip Gaetano Ruta.

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