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venerdì 20 luglio 2018 16:21:42
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Rose rosse e commozione per ultimo saluto a Gian Marco Moratti. Parroco: “Un uomo riservato, ha fatto del bene senza ostentare”

27 febbraio 2018 Cronaca

Piazza San Carlo ‘fiorita’ di corone per Gian Marco Moratti, l’imprenditore milanese scomparso a 81 anni dopo una lunga malattia. In tanti hanno voluto ricordare con corone di fiori il presidente del gruppo Saras e marito dell’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti: dall’Inter con fascia neroazzurra a quella di Erick Thohir, presidente dell’Inter, dalla Scala a Pippo Baudo fino ai dipendenti della Saras. Tra i primi ad arrivare alla cerimonia funebre la prima moglie, Lina Sotis: “Gian Marco ragazzo speciale, la nostra è una storia di cinquanta anni fa ed è una bella storia”, ha detto poco prima di entrare in chiesa.  Tanti i personaggi del mondo sportivo, della politica e dell’imprenditoria: Paolo Scaroni, ex ad di Eni, Paolo Berlusconi, Marco Tronchetti Provera con la moglie, Federico Ghizzoni, Diana Bracco, Lapo Elkann, amico di una delle figlie, il governatore Roberto Maroni e il sindaco Giuseppe Sala. E ancora Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto capitano storico dell’Inter, Giovanni Malagò, presidente del Coni, che lo ha ricordato come “un gentiluomo da cui imparare molto”; Ernesto Pellegrini, ex presidente dell’Inter, visibilmente commosso: “un grande uomo, generoso, che ha fatto storia dell’imprenditoria. Era un amico”, ha detto entrando in chiesa. A portare un saluto anche la primavera dell’Inter accompagnata dall’allenatore Stefano Vecchi.  Il feretro di Gian Marco Moratti è quindi arrivato accompagnato dalla moglie ed ex sindaco di Milano, Letizia Moratti, i figli Angelo, Francesca, Giada e Gabriele e dal fratello Massimo. In tanti hanno riempito la chiesa per un ultimo saluto all’imprenditore.   “Ho ricevuto diverse testimonianze sulla sua vita” ha detto padre Stefano Bordignon durante l’omelia della cerimonia funebre nella chiesa di San Carlo al Corso. Da queste testimonianza “emerge la sua riservatezza: non faceva il bene per ostentazione, ma per nobiltà d’animo”, un comportamento che oggi “sembra una virtù di altri tempi, andata in disuso”. È “la sua riservatezza che ci insegna ciò che fa grande un uomo, sulla terra e anche nel cielo”, ha continuato il sacerdote in una chiesa gremita di milanesi e uomini di sport, industria e spettacolo (tra gli ultimi arrivati l’editore e presidente del Torino, Urbano Cairo, Carlo Bonomi di Assolombarda, e Mara Maionchi). “Rispetteremo il suo modo di essere anche in questa celebrazione, abbiamo deciso con la famiglia che non sarà un momento per rivelare la carità nascosta o il momento dell’ elogio”.

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