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venerdì 24 novembre 2017 01:05:03
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Rom, consulta scrive a Sala: “Grave emergenza”
Promosso incontro con assessori comunali

9 luglio 2016 Cronaca, Politica

Consulta Rom e Sinti di Milano e ReteRom di Milano scrivono al sindaco Giuseppe Sala e al prefetto Alessandro Marangoni denunciando una “grave emergenza” nei Centri di emergenza sociale di via Lombroso e via Sacile e nei cosiddetti Centri di autonomia abitativa. E promuovono un incontro pubblico “per la fine della ‘emergenza’ per i Rom e Sinti e per un percorso partecipato di inclusione”. Così si annuncia una iniziativa per martedì 12 luglio, alle 11 presso la sala Saverio della Fondazione San Fedele, in piazza San Fedele 4, con una nota firmata da Consulta Rom e Sinti di Milano e ReteRom Milano, ovvero Amici di via Idro, Associazione ApertaMente, Associazione Upre Roma, Grt, Naga, Opera Nomadi Milano. “I cittadini italiani di etnia rom residenti a Milano hanno attivamente partecipato al voto per la nuova amministrazione – si spiega – consapevoli di volere un percorso di inclusione condiviso e positivo. Con questo spirito presentano l’analisi della situazione attuale, le maggiori criticità, in particolare la situazione dei centri di emergenza che accolgono 600 persone mentre gli appalti di gestione scadono il 31 luglio, il bilancio delle risorse investite e dei risultati ottenuti e per affrontare con la nuova amministrazione un percorso di inclusione che applichi la Strategia nazionale approvata dal governo nel 2012”. Per questo per martedì sono stati invitati Pier Francesco Majorino, assessore alle politiche sociali, Carmela Rozza, assessore alla sicurezza e alla coesione sociale, Lorenzo Lipparini, assessore alla partecipazione, cittadinanza attiva e open data, “tre assessori che sono centrali per raggiungere gli obiettivi indicati dalla Strategia Nazionale di Inclusione di Rom, Sinti e Caminanti”. Intanto gli stessi rappresentanti delle comunità nomadi hanno scritto a sindaco e prefetto per segnalare “una situazione di grave emergenza” nei centri: “al 31 luglio sono in scadenza gli appalti di gestione di queste strutture che allo stato ospitano circa 600 persone in situazione di grandissima precarietà, tra le quali le famiglie sradicate a marzo scorso dal campo regolare di via Idro, senza garanzie di stabilità abitativa”. Poi denunciano “come all’interno di questa condizione di incertezza vi siano situazioni di particolare gravità” come “acque stagnanti/liquami puzzolenti e putride in prossimità delle cucine ‘comuni'” e “scarafaggi e topi che scorazzano liberamente”.

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