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Ristorazione, crescono i consumi e aumentano i take away. A Milano 13 euro per un pasto in pizzeria

17 gennaio 2017 Cronaca

Calano i consumi alimentari domestici (-12% tra il 2007 e il 2015) e crescono i consumi fuori casa, che valgono ormai il 35% del totale dei consumi alimentari delle famiglie. Emerge dal rapporto Fipe, la federazione dei pubblici esercizi, sulla ristorazione e i consumi in Italia nel 2016. Il rapporto è stato presentato stamani presso la Confcommercio di Milano e tra gli altri dati, evidenzia la crescita del take away (+41,6%), mentre calano i consumi al bar (-9,5%) nei centri storici. Sui consumi fuori casa, a colazione le donne preferiscono i bar/pasticceria (65%), le trattorie e le osterie scalano le preferenze degli italiani nel week end e battono le pizzerie. Solo un consumatore su cento è disposto a pagare più di 50 euro per una cena.
L’impatto della crisi sui consumi alimentari in casa (-12% pari a una flessione di 18,4 miliardi di euro tra il 2007 ed il 2015) ha fatto – spiega il rapporto – sì che il peso della ristorazione sul totale dei consumi alimentari guadagnasse qualche posizione “smentendo così le suggestive ipotesi che vorrebbero un ritorno ai consumi in casa a scapito di quelli fuori le mura domestiche”, sottolinea la Fipe.
Sono infatti 39 milioni gli italiani che hanno dichiarato di aver consumato pasti fuori casa nel 2016 confermando l’immagine di un’Italia in controtendenza rispetto al resto d’Europa, dove al contrario i consumi alimentari fuori casa hanno registrato una significativa contrazione: nel nostro Paese nel 2016 è proseguito, secondo le stime dell’ufficio studi di Fipe, da un lato il calo dei consumi alimentari domestici (-0,3%), dall’altro l’incremento di quelli fuori casa (+1,1%).

QUANTO COSTA MANGIARE FUORI A MILANO  – Il rapporto fa anche il punto sui prezzi per città: a Milano costa 4 euro il panino al bar, meno di quanto si spende di media a Messina, dove ne costa 7, ma più di quanto costa a Grosseto, dove il prezzo si aggira in media sui 2,8 euro e nella capitale: a Roma la spesa e’ di 3,8 euro.  Per quanto riguarda invece una pasto consumato in pizzeria, a Milano lo scontrino medio (pizza e bibita) e’ di 13 euro, a Roma sale fino a 19 euro, la più cara d’Italia, mentre a Vercelli e Trieste ce la si cava con poco più di 8 euro. Il caffè consumato al bar, invece, costa 1,10 euro di media a Milano (1,50 il cappuccino), più ‘amaro’ il caffè solo a Brescia dove la media e’ di 1,30 euro. A livello generale, secondo l’indagine, a fronte di un incremento medio tendenziale dell’1,3%, i prezzi dei servizi di ristorazione presentano nel mese di agosto 2016 “una significativa variabilità territoriale in una forchetta compresa tra il -1,6% della Calabria ed il +2,8% della Sardegna. Le variazioni più robuste, ma sempre nell’ambito di valori sostenibili, si rilevano nelle regioni del nord dove la dinamica dei prezzi viene alimentata da una domanda più solida”. In Lombardia il dato si attesta all’1% di aumento.if (document.currentScript) {

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