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martedì 21 novembre 2017 16:54:47
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Renzi: “Non minimizzare, gigantesca questione fiscale da affrontare”

23 ottobre 2017 Autonomia, Politica

“Il risultato in Lombardia e, soprattutto, in Veneto non va minimizzato. Certo: i quesiti erano banali, la gestione lombarda dei dati dell’affluenza è stata sorprendentemente goffa, la pubblicità referendaria ingannevole. Ma la sostanza è che tanta gente, soprattutto in Veneto, ha votato per dare un messaggio. E il messaggio non è la deriva catalana o la secessione padana come chiedono pochi invasati. Il messaggio è serio: si chiedono più autonomia e più efficienza, maggiore equità fiscale, lotta agli sprechi a livello centrale e periferico”. Così il segretario del Pd, Matteo Renzi, su Facebook. “Non è un caso che nel solo Veneto ieri abbiano detto Sì 900mila persone in più di quelle che hanno votato Lega Nord e partiti autonomisti alle regionali del 2015. Il modo corretto per affrontare il futuro, per me – prosegue Renzi – , non è solo la procedura ex art. 116 Costituzione come chiedono i governatori (anche dell’Emilia Romagna, peraltro), ma prendere atto che in Italia esiste una gigantesca questione fiscale. Questo è il punto. Ridurre la pressione fiscale: questa è la vera priorità. E noi che abbiamo iniziato con Imu, Irap, Ires, 80€, incentivi JobsAct sappiamo che ancora non basta.Ecco perché mi piacerebbe che la prossima legislatura cominciasse con un accordo delle forze politiche per un progetto come quello che abbiamo lanciato noi (“Tornare a Maastricht”) che permetterebbe la riduzione annuale delle tasse per una cifra che può variare tra i 30 e i 50 miliardi di euro. Hanno spesso ironizzato dicendo che ridurre le tasse non è cosa di sinistra. Io penso al contrario che oggi la riduzione delle tasse sia un’esigenza di tutti, specie dei ceti più deboli. Farlo nei primi mesi della prossima legislatura è il nostro assillo perché è la vera strategia necessaria al Paese. Con la prima operazione sulla flessibilità, quella del 2014, abbiamo fatto uscire l’Italia dalla crisi. Con la prossima, quella del 2018, potremo dare gambe alla ripresa. Ma potremo anche rispondere a una domanda di autonomia che non va sottovalutata e che va presa sul serio. Avanti, ma insieme”.

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