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domenica 22 ottobre 2017 09:57:25
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Meloni critica referendum, Maroni: “Mi riservo di rivedere l’alleanza con Fdi”

3 ottobre 2017 Autonomia, Politica

“C’è un problema, perché queste dichiarazioni sono negative, sbagliate e molto pesanti. E siccome il referendum è una cosa importante sia sul piano politico sia sul piano istituzionale mi riservo di valutare queste dichiarazioni sul piano della lealtà dell’alleanza di governo. Non posso far finta di niente”. Così a margine di un incontro sul referendum per l’autonomia il presidente della Regione Roberto Maroni ha commentato le dichiarazioni della leader di FdI Giorgia Meloni che ha affermato che se fosse in Lombardia o Veneto non andrebbe a votare per le consultazione del 22 ottobre nelle due Regioni, definendole “propagandistiche”. “Fdi ha sostenuto lealmente e sostiene il referendum in Lombardia -ha aggiunto il governatore – devo valutare se c’è qualcosa da fare, come penso, sul piano delle alleanze anche in Regione Lombardia”. Sulla stessa linea di Maroni, l’assessore leghista Gianni Fava, avversario di Salvini all’ultimo congresso del Carroccio, e sostenitore della ‘linea nordista’.  “Credo – ha commentato – che con questi soggetti sarà oltremodo difficile poter costruire un’alleanza vera in chiave elettorale partendo dai programmi e mi auguro che la Lega voglia seriamente ripensare un percorso iniziato incautamente un paio di anni fa e che, portandoci a confondere il messaggio politico, ha creato le conseguenze che vediamo oggi. Se Fratelli d’Italia considera sinceramente la Lega un alleato, difetta della conoscenza della principale qualità di un’alleanza: il rispetto”.  E aggiunge: “Alla Meloni, in particolare, ricordo che, quanto a mancanza di rispetto, non aveva mai osato tanto nemmeno Fini (il che è tutto dire) – dice ancora Fava -. Almeno salvava l’apparenza. Lei nemmeno quello”. “Per quanto mi riguarda il capitolo è definitivamente chiuso – conclude Fava -: con i franchisti alla amatriciana io non ho nulla a che fare. Mi chiedo come possa continuare a tollerarlo silenziosamente la nuova Lega. Per fortuna i Lombardi non sanno nemmeno chi sia la Meloni. Una risata li seppellirà”.

La componente lombarda di Fdi, però, interviene a sostegno del referendum.  “In Lombardia Fratelli d’Italia, così come in Veneto, ha votato nelle sedi istituzionali e in quelle degli organi di partito documenti ufficiali che certificano il sostegno al referendum”, ha detto  Viviana Beccalossi, assessore regionale della Lombardia e dirigente nazionale del partito. “In particolare – prosegue  – in Lombardia, lo scorso 8 luglio, a Soncino, durante un ‘coordinamento regionale’ del partito, duecento amministratori eletti, tra i quali sindaci, consiglieri comunali, provinciali e regionali hanno elaborato e votato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno del ‘SI’. Un’azione basata sui valori di un partito di destra e nazionalista che però aveva trovato una propria sintesi con i principi federalisti. Gli stessi principi federalisti esaltati vent’anni fa durante la ‘Conferenza programmatica di Alleanza Nazionale’ di Verona voluta fortemente da Pinuccio Tatarella, che ne fu l’ispiratore e che certamente non era padano”.
“Il referendum – aggiunge l’assessore regionale- come più volte abbiamo fatto presente a Giorgia Meloni e all’Ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia, mai mette in discussione l’unità nazionale, come del resto è scritto a chiare lettere nel quesito, laddove si cita l’articolo 116 della Costituzione, passaggio fortemente richiesto e voluto proprio da Fratelli d’Italia”. “Spiace constatare, e lo dico da fondatore di Fratelli d’Italia, che nel 2012 ha buttato il cuore oltre l’ostacolo creando questo nuovo movimento politico, che tutto ciò non venga compreso. Fratelli d’Italia, partito che fin dalla sua nascita ha esaltato lo strumento delle primarie come metodo per dar voce ai militanti e più in generale ai cittadini, non può non ascoltare le istanze dei dirigenti territoriali di Lombardia e Veneto. Spiace che Giorgia Meloni, alla quale già due mesi fa abbiamo consegnato il documento lombardo sulle ragioni del SI al referendum, non l’abbia preso in considerazione, vanificando la volontà di tutti i nostri dirigenti della Lombardia e del Veneto”.

Dagli esponenti lombardi di Fdi, la coordinatrice regionale di Fdi, Paola Frassinetti, il capogruppo in Regione Lombardia Riccardo De Corato, i componenti della segreteria regionale Marco Osnato e Alessio Butti, il responsabile nazionale Enti Locali Carlo Fidanza, un’ulteriore precisazione sulla posizione del partito in Lombardia: “Giorgia Meloni ha espresso una posizione critica rispetto ai referendum per l’autonomia, approvata dagli organi nazionali del partito nelle scorse settimane. In quelle sedi ha altresì lasciato libertà alla classe dirigente di Lombardia e Veneto di continuare il sostegno leale al referendum e a un maggiore decentramento amministrativo nel quadro dell’unità nazionale e di una riforma in senso presidenzialista che è da sempre una battaglia della Destra politica e dovrà essere al centro del futuro programma di governo del centrodestra. Purtroppo nei giorni scorsi qualcuno nella Lega, a partire dalle improvvide e ripetute dichiarazioni dell’assessore Fava, ha propagandisticamente accostato il referendum della Catalogna a quelli di Lombardia e Veneto e questo ha generato preoccupazione sul fatto che una legittima richiesta di maggiore decentramento possa trasformarsi nell’anticamera di un separatismo di stampo catalano. Siamo fermamente convinti che si possa e si debba organizzare meglio lo Stato nel suo rapporto con le autonomie ma non si possa mettere in discussione l’unità della nazione. Ogni degenerazione indipendentista allontana la gente e tradisce il referendum. Chiediamo a Maroni, in un quadro di reciproca lealtà, di farsi garante di questa impostazione. In ogni caso il partito, anche in Lombardia, è compatto a sostegno di Giorgia Meloni per riaffermare i valori e le idee della Destra alle prossime elezioni nazionali e regionali!”

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