"/>
lunedì 18 giugno 2018 13:35:42
omnimilano

Regionali, kermesse Pd con Calenda, Renzi, Gori e Sala. Il sindaco: Tandem con Regione non male

14 gennaio 2018 Politica, Senza categoria

“Abbiamo la possibilità dopo 23 anni di voltare pagina. È una battaglia che richiederà un grande impegno, sappiamo che non siamo soli. Credo che sarà una partita molto combattuta che vinceremo anche se di poco e questo dà a tutti voi una grande responsabilità”. Lo ha detto il candidato alla carica di governatore lombardo Giorgio Gori intervenendo a “Obiettivo Governo”, evento organizzato dal Pd al teatro Franco Parenti. Sul palco di via Pier Lombardo con Gori, il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, il segretario del Pd Matteo Renzi e il sindaco Giuseppe Sala. Per il sindaco “un tandem Sala-Gori non sarebbe male. Ragionare di politiche comuni tra Comune e Regione è veramente fondamentale perché dobbiamo costruire il futuro di un largo territorio. In questo momento l’occasione che abbiamo a Milano è legata all’apertura internazionale. Io lo vedo dai numeri, da quante aziende sono disponibili a investire, da quanti studenti hanno voglia di venire a studiare a Milano. Credo che questa percezione di apertura poi si diffonda e nel mondo poi possano vedere questo come territorio innovativo e aperto. Milano lo è, la Lombardia non abbastanza, quindi credo che un tandem Sala-Gori potrebbe essere molto utile da questo punto di vista. Noi tutti – ha aggiunto – pensiamo che Milano e Lombardia possano essere portabandiera di questa politica di innovazione e investimento di cui il Paese ha bisogno. Se non lo facciamo noi chi lo fa? Il modello Milano funziona e non è che funziona solo per i nostri record, per la disoccupazione che diminuisce, funziona perché la mia sfida personale è che se tu sei uno che fatica a mettere insieme pranzo e cena è molto meglio vivere a Milano che in altre città italiane. Noi proponiamo questa crescita di Milano perché vogliamo aiutare gli ultimi. È il momento che il modello si allarghi da Milano alla Regione, il momento di pensare a una Lombardia che voglia interpretare questo tipo di attitudine. Noi siamo quelli che le sfide le prendono tutte, siamo la politica del coraggio, la politica di chi fa le cose, siamo la sinistra e questo è il nostro orgoglio”, ha concluso. Dal sindaco anche un appunto: “Ci attendono anche delle politiche delicate, noi a Milano faremo la nostra parte e chiedo al segretario del Pd una cosa: serve che chi viene scelto per candidarsi a Milano, sia esso un milanese o no, abbia il senso che se viene eletto si deve ricordare da dove è partito. Milano non è un tram che si prende per andare a Roma e poi ci si dimentica di Milano. Io voglio – ha aggiunto – che chi prende la fiducia dei milanesi poi rappresenti i milanesi anche a Roma”.

“Io mi spenderò per Giorgio Gori e lo farò a maggior ragione anche contro un’idea identitaria e antropologica della sinistra per la quale se uno ha fatto il manager non può essere di centrosinistra. Io, ad esempio, non ho mai votato una volta per il centrodestra”, ha detto Calenda. “La Lombardia – ha aggiunto – è l’avanguardia di questa battaglia che si sta combattendo in tutto l’occidente. Se uno guarda i dati, fuori da ogni retorica, il Paese ha fatto un salto, è ripartito. Esistono ancora fratture profondissime, eppure è strano che giochiamo questa partita in difficoltà. Cerco di capire perché e mi dico che nessuna campagna elettorale si gioca senza inquadrare l’Italia nel resto del mondo perché c’è un’interdipendenza. Noi soffiamo di quello che è successo dalla caduta del muro di Berlino”. Agli “amici del centrodestra” si è rivolto Renzi: “attenti a sottovalutare Giorgio, perché lo avete fatto anche a Bergamo e avete visto come è finita”.

Condividi questo articolo