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Regionali, Gori: “Nel mio slogan umiltà e riformismo e dopo la candidatura di Fontana ancora più convinto di vincere”

12 gennaio 2018 Politica

“Mi sento di rimandare al mittente la critica sullo slogan scelto per la campagna. Hanno detto che “Fare, meglio” non dice abbastanza la necessità di discontinuità rispetto al passato. A me sembra un pretesto. Rivendico il senso politico di questo slogan perché significa rispetto degli altri e la capacità di distinguere tra quello che va buttato e quello che va tenuto, il riformismo è questo”. Lo ha detto il candidato del centrosinistra alla carica di governatore Giorgio Gori rispondendo alle critiche di Liberi e Uguali sullo slogan scelto per la campagna che, secondo loro, non indicava un progetto radicalmente alternativo a quello di Roberto Maroni. Gori ha invece parlato di “un atteggiamento che contiene un po’ di umiltà”. Gori si è detto convinto che “gli elettori del centrosinistra li compattiamo tutti, poi magari qualche vertice di partito deciderà diversamente ma sono sicuro che gli elettori, anche quelli di Liberi e Uguali, hanno capito perfettamente qual è il valore della partita che stiamo giocando in Lombardia e quanto sia importante che loro concorrano con il loro voto a questo disegno”.

LAICITÀ, LEGALITÀ E SEMPLIFICAZIONE LE “LINEE GUIDA DEL PROGRAMMA” – Sono tre le “indicazioni di metodo che entreranno nel programma” del centrosinistra che si candida a governare la Lombardia: laicità, legalità e semplificazione. Parola di Giorgio Gori che ha presentato alcune linee guida del suo programma a Palazzo delle Stelline. Per laicità- ha detto – si intende “rispetto di tutti i diritti e di tutti le posizioni”. La regione “deve essere un soggetto terzo che non discrimina come invece ha fatto in questi anni”. Tra le discriminazioni elencate dal sindaco di Bergamo “c’è quella nei confronti dei nuovi cittadini stranieri che sono stati penalizzati nei bandi e quella nei confronti dei richiedenti asilo”. La seconda parola chiave è legalità:”legalità non solo per i richiedenti asilo, ma anche nei comportamenti pubblici e delle istituzioni. Non faremo grandi commissioni, non nomineremo commissari, faremo della legalità il nostro principio di lavoro quotidiano”. Ultima parola chiave è semplificazione che “è una istanza che mi sono sentito rivolgere da qualunque imprenditore, sindaco, presidente di associazione”.

GORI: SONDAGGI? CONVINTO DI VINCERE, A MAGGIOR RAGIONE CON FONTANA –  “Il sondaggio de La Stampa fa riferimento a degli scontri diretti come se ci fosse un ballottaggio che invece non c’e’. Io ero convinto che ci fosse la possibilita’ di vincere prima quando c’era in campo Maroni e a maggior ragione lo sono adesso che c’e’ Fontana”. Così il candidato del centrosinistra alla carica di governatore Giorgio Gori commenta i sondaggi che lo danno in svantaggio di sette punti rispetto al suo avversario Attilio Fontana. A chi gli chiede se conta di colmare il gap risponde: ”Assolutamente sì. Credo che l’aver costruito la campagna elettorale nei territori rappresenti un vantaggio. Sono convinto che il patto con gli elettori si costruisca lì, con la conoscenza delle loro necessita’ e nel farsi conoscere anche personalmente. Questo certamente e’ un punto di forza per me”.

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