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mercoledì 20 giugno 2018 07:25:44
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Reddito di inclusione, a Milano 5mila nuclei familiari potenziali beneficiari: domande da dicembre

27 novembre 2017 Politica

Saranno 500mila i nuclei familiari che potenzialmente potranno usufruire del reddito di inclusione per un totale di 1,8 milioni di persone in tutta Italia. A Milano la platea di potenziali beneficiari arriva a 5mila nuclei. Lo hanno spiegato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e l’assessore comunale alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino presentando la misura al Cam Garibaldi questa mattina. Dal primo dicembre sarà possibile presentare la domanda al Comune di appartenenza se si è in possesso di specifici requisiti familiari (presenza di un minore nel nucleo, presenza di una persona con disabilità, presenza di una donna in stato di gravidanza) che verranno meno a partire da luglio 2018, quando la misura si baserà esclusivamente sul reddito, diventando universale. A quel punto il bacino di potenziali beneficiari si allargherà a 700mila famiglie per un totale di 2,5 milioni di persone. Il reddito di inclusione è una misura di contrasto alla povertà che sostituisce il Sia (sostegno per l’inclusione attiva) e l’assegno di disoccupazione. Si compone di due parti: un sostegno economico erogato attraverso l’attribuzione di una carta di pagamento elettronica utilizzabile per l’acquisto di beni di prima necessità e il prelievo di contanti. In secondo luogo è previsto un intervento di attivazione sociale e lavorativa che si concretizza con il coinvolgimento della famiglia in un progetto personalizzato di presa in carico predisposto insieme ai servizi sociali del comune di residenza in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole e i soggetti privati. “È davvero onore per città poter ospitare presentazione reddito inclusione. Oggi – ha sottolineato Majorino – siamo di fronte a un passaggio cruciale per la storia del Paese. Si introduce il Rei una misura strutturale per il contrasto alla povertà e per una città come Milano che in questi anni ha dovuto fare supplenza è evidentemente una buona notizia. Una misura importante che noi viviamo come un’occasione. È un patto per il riscatto sociale: i beneficiari ricevono un beneficio economico e sono impegnati in percorsi di sostegno non in una dimensione ricattatoria, ma in una dimensione fattizia. Deve essere il senso della misura: ricevo un aiuto dallo Stato, ma lavoro perché questa occasione mi faccia rialzare da terra”.

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