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lunedì 20 novembre 2017 03:16:58
omnimilano

Rapinarono gioielleria del centro, individuati due responsabili
“Si ispiravano alla banda dei Pink Panthers”

1 febbraio 2017 Cronaca

Si ispiravano ai ‘Pink panthers’, la banda di rapinatori dell’est, attiva negli scorsi anni in diverse città europee, due cittadini serbi di 29 e 30 anni ritenuti responsabili della rapina consumata lo scorso 21 settembre presso alla gioielleria “Eleuteri” di via Sant´Andrea, nel Quadrilatero della moda. I due sono stati individuati dalla polizia dopo le indagini della squadra mobile. Durante la rapina uno dei malviventi si era presentato alla dipendente come finto cliente, parlando in lingua inglese, e dopo aver chiesto di visionare alcuni gioielli ha aggredito la donna legandole mani e piedi con delle fascette di plastica. L´attività investigativa – spiega la questura – è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Gabinetto Regionale Polizia Scientifica e attraverso la proficua collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

COLPO DA 1 MLN DI EURO – Un colpo da oltre un milione di euro in gioielli quello messo a segno il 21 settembre scorso con una rapina alla gioielleria Eleuteri di via Sant’Andrea. La polizia ha individuato i responsabili: si tratta di tre serbi che hanno agito con modalità simili a quelle dei Pink Panthers, una banda di malviventi dell’est Europa attiva negli scorsi anni nelle maggiori città europee e non solo.
Dei tre, la Polizia di Stato ha fermato lo scorso 18 ottobre a Brescia il 30enne Ivkovich Uros, il fermo per rapina nei suoi confronti è stato convalidato a novembre ed é tuttora a San Vittore, con l’accusa di rapina in concorso. Aveva piccoli precedenti, conosceva Milano, aveva svolto saltuariamente il lavoro di addetto alla sicurezza in alcuni locali notturni, ha dei parenti nel piacentino. Durante la rapina ha ricoperto il ruolo di palo e dopo 7 ore dal colpo varcava giá il confine tra Croazia e Serbia a bordo di una Golf con targa serba, assieme ad uno dei due complici: il secondo rapinatore individuato. Si tratta del 29enne Alexander Sarac, pregiudicato e al momento ricercato in Serbia. È in corso l’iter di internazionalizzazione del mandato che, essendo il Paese fuori dall’Unione Europea, richiede maggior tempo. Sul terzo autore della rapina, uno dei due entrati fisicamente nel negozio, sono in corso accertamenti. Si indaga tra gruppi di bande stile Pink Panthers: vi appartengono numerosi stranieri che arrivano in Italia per commettere rapine e superare il confine in poche ore. In questo episodio due dei tre rapinatori dopo 7 ore dal colpo alla gioielleria erano in Serbia.
Le indagini hanno registrato una svolta negli scorsi mesi sia per il lavoro svolto dalla scientifica, sia per la testimonianza rilasciata dalla vittima, la commessa del negozio immobilizzata dai malviventi, una donna di circa 50 anni di origine croata. Mentre veniva strattonata per essere immobilizzata, la sua reazione ha sorpreso i rapinatori e uno dei due ha chiuso la porta prima di indossare i guanti che aveva con sé. La scientifica poche ore dopo la rapina ha potuto rilevare le sue impronte. La vittima, che é stata legata nel retro e si é liberata da sola in mezzora, ha riconosciuto la parola “aspetta” pronunciata da uno degli aggressori, indicando agli inquirenti che dovevano essere serbi o croati. Questa informazione è stata preziosa per il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia che ha così individuato due dei tre responsabili.

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