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martedì 21 novembre 2017 16:52:34
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Radicali: “voto elettronico ‘venezuelano'”, campagna per disobbedienza ai seggi

18 ottobre 2017 Autonomia, Politica

“Contestiamo la legittimità della procedura di voto elettronico predisposta dalla Regione Lombardia in merito al Referendum consultivo sull’Autonomia del 22 ottobre prossimo, e chiediamo agli elettori lombardi di recarsi al seggio e verbalizzare il rifiuto del tablet. Rifiuterà la scheda referendaria anche chi tra noi avrebbe scelto di votare Sì condividendo nel merito il quesito.” Così Barbara Bonvicini e Marco Loiodice, segretario e tesoriere di Radicali Milano, annunciano in una nota, l’indicazione di “disobbedienza #rifiutoilvotoperché per il Referendum in stile “venezuelano” del Governatore Maroni. “Regione Lombardia ha, infatti, adottato lo stesso sistema di voto elettronico imposto in Venezuela lo scorso luglio dal Presidente Maduro. – spiegano i Radicali – Un sistema di voto, quello elettronico, che la comunità scientifica, nei vari paesi ove è stato adottato, considera come non-sicuro. Nemmeno il sistema di stampanti predisposto per il controllo del 5% dei seggi è in grado di consentire all’elettore la verifica del voto espresso perché, secondo le istruzioni fornite dalla Regione, il risultato cartaceo finirà direttamente nell’urna che verrà aperta solo al termine delle votazioni.” “Il Presidente Maroni crede talmente poco nella partecipazione democratica da averla scambiata per una specie di social network, nel quale sicurezza, unicità, non-manipolabilità del voto vengono subordinate alle lusinghe della tecnologia. Infine, dobbiamo considerare che Maroni ha indetto un referendum mentre Regione Lombardia sta negando la discussione in aula di due leggi di iniziativa popolare, presentate due anni fa da oltre 15.000 sottoscrittori, e che avrebbero dovuto essere discusse come primo punto all’ordine del giorno dal Consiglio, trascorsi tre mesi dal deposito. – proseguono i Radicali – Il ritardo di venti mesi della discussione delle iniziative popolari su Cannabis Terapeutica e Testamento biologico pone la Regione in patente violazione delle sue stesse leggi che tutelano la partecipazione dei cittadini.”. “Se Maroni avesse a cuore la partecipazione democratica, non permetterebbe lo scempio di democrazia che la sua Regione sta invece compiendo e nella scelta dello strumento fallace di voto elettronico si prefigura lo scarso riguardo che il Presidente ha nei confronti dell’iniziativa popolare. Per questo abbiamo lanciato la campagna #rifiutoilvotoperché, con cui invitiamo gli elettori lombardi che vogliano difendere l’integrità del proprio voto e il diritto alla iniziativa di legge popolare, di recarsi al proprio seggio, rifiutare il tablet e chiedere al Presidente di verbalizzare la seguente dichiarazione: “I sistemi che memorizzano i voti esclusivamente su supporti digitali non soddisfano i requisiti minimi di sicurezza nei confronti di tentativi di contraffazione, perpetrati durante o dopo la raccolta del voto. Il sistema presente a questo seggio, privo di controprova del singolo voto espresso, non dà la possibilità al votante di verificare che il voto sia raccolto e conteggiato correttamente. Per tale motivo rifiuto di partecipare alla presente consultazione referendaria. Richiedo che questa dichiarazione venga messa a verbale dal presidente del seggio.”

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