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martedì 24 ottobre 2017 00:40:32
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Cerimonia in Questura a 45 anni dall’omicidio Calabresi. Sala: “Pagina tragica a cui Milano ha saputo reagire”

17 maggio 2017 Cronaca, Politica

“Luigi mi ha insegnato a operare in modo calmo e diplomatico, cosa che permetteva di aumentare la fiducia delle persone. Curava molto anche l’abbigliamento sempre per questa ragione. La sua fede e il suo carattere lo hanno aiutato quando si è scatenata contro di lui una lotta ad personam. Fin quando quel vile attentato ce lo ha portato via”. Con queste parole il Prefetto Antonio Pagnozzi ha ricordato il commissario Luigi Calabresi nel 45esimo anniversario dell’omicidio durante la cerimonia in Questura alla presenza di Gemma Capra, con i figli Mario e Paolo Calabresi, e delle autoritá tra cui il prefetto di Milano Luciana Lamorgese , il questore Marcello Cardona, il colonnello Canio La Gala, il presidente della Regione Roberto Maroni, il sindaco Giuseppe Sala. Presenti tra il pubblico della cerimonia anche Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti. Durante l’omelia il sacerdote celebrante ha parlato di ” un evento segnato da sangue ma anche dalla passione di un uomo” a cui dare “degna e giusta memoria”. “E’ giusto ricordare il suo nome per non dimenticare il passato ma anche quello che noi dobbiamo essere”.  Per il sindaco Sala, l’omicidio Calabresi “è stata una pagina tragica ma anche di crescita per Milano perché poi la reazione della città anche davanti a momenti molto difficili c’è stata. È giusto ricordare, anche per pensare al presente e al futuro di Milano. La forza di Milano si vede anche in queste cose e nella voglia di credere nel giusto, ed è quello che noi vogliamo fare. Queste sono giornate impegnative, avremo anche la marcia ‘Milano senza muri’, sabato. Tutto fa parte della voglia di Milano di testimoniare la volontà di stare dalla parte del giusto”. Il governatore Maroni ha quindi ricordato le vittime del dovere: “Non è per me una cerimonia come tante, io sono particolarmente legato alla Polizia e alle vittime del dovere, da ex ministro dell’Interno e da cittadino. Ricordare persone che si sono sacrificate per il bene comune è un dovere e un gesto di rispetto per la loro memoria”.

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