"/>
venerdì 22 settembre 2017 06:41:33
omnimilano

QS Ranking: Politecnico la migliore università italiana, è 170esima nel mondo

8 giugno 2017 Cronaca, Politica

E’ il Politecnico la prima università italiana secondo il ranking QS World che, giunto alla 14esima edizione, stila la classifica di 950 atenei da 84 Paesi. Per il sesto anno a livello internazionale è il Mit, Massachusetts Institute of Technology, ad aggiudicarsi il primo posto, seguito da altre tre università americane: Stanford, Harvard and the California Institute of Technology, mentre pe la prima volta ben sei atenei cinesi entrano nella ‘top 100′ e con una crescita anche degli atenei russi. Per l’Italia, seppur lontano dalle posizioni di testa, è il Politecnico, al 170esimo posto, a figurare come miglior ateneo (l’anno scorso era al 183esimo posto). Il Politecnico di Milano quindi “continua a crescere” e guadagna ben 13 posizioni rispetto allo scorso anno e 60 posizioni negli ultimi 5 anni. Sale, inoltre, di 11 posizioni in Europa, passando dall’ 85esimo posto al 74esimo e si conferma, per il terzo anno consecutivo, primo Ateneo in Italia. “E’ un risultato – sottolinea una nota del Politecnico – che premia le politiche dell’Ateneo di questi anni per una formazione universitaria sempre più attenta alle trasformazioni del mondo delle professioni e per una ricerca che compete a livello internazionale per dare risposte alle grandi sfide tecnologiche e sociali che si affacciano con prepotenza”. Nel dettaglio degli specifici indicatori (la classifica e’ costruita sulla valutazione di sei indicatori), il Politecnico di Milano ha ottenuto ottimi risultati nella valutazione della qualità dei laureati (Employer reputation, dove è passato da 63esimo al mondo a 53esimo) e nella qualità della didattica e della ricerca (Academic reputation, dove è salito da 159esimo a 138esimo).

IL RETTORE: SODDISFATTI E DETERMINATI, MA SERVE POLITICA NAZIONALE – “Soddisfazione” per il rettore del Politecnico Ferruccio Resta per il piazzamento dell’ateneo nel QS Ranking, la classifica internazionale delle università in cui il Politecnico figura primo tra gli atenei italiani e 170esimo nel mondo, ma anche la consapevolezza del “campionato diverso” che le ‘top university’ del mondo, dalla Svizzera agli Usa, dall’Inghilterra alla Cina, giocano in questo momento, forti di scelte politiche e finanziamenti ben diversi rispetto all’Italia. “Il dato piu’ indicativo – spiega Resta riguardo al piazzamento del Politecnico – e’ una crescita costante negli ultimi 5 anni, che dimostra una grande determinazione nel perseguire certi obiettivi, considerando che nella classifica sono entrate molte università del Far east e la competizione è agguerrita. I nostri punti di forza sono la qualità della formazione e della ricerca, riconosciute dal mondo del lavoro e dagli accademici a livello internazionale. Il problema sono alcuni dati strutturali, a partire dal rapporto studenti/docenti”, spiega il rettore. Da qui la domanda che, secondo Resta, bisogna porsi è ‘che università vogliamo per il futuro?’, tema che attiene alle scelte di politica nazionale: “Da un lato – spiega – c’è una spinta ad aumentare il numero degli studenti perché abbiamo un tasso di laureati tra i più bassi d’Europa, dall’altro le università fanno fatica a competere anche nel rapporto laboratori/studenti, spazi/studenti e docenti/studenti. Avere più studenti è un bene, ma non migliora la qualità delle università. Solo una politica nazionale che prenda decisioni può risolvere questi problemi”. Per il rettore, quindi la classifica, lusinghiera per l’ateneo, mostra, però, appunto le difficoltà degli atenei italiani e dei suoi studenti che chiedono più spazi studio e servizi adeguati a quelli offerti da molte università straniere. Un dato ancor più evidente, nota il rettore, considerando che nelle classifiche sulle singole discipline (come Ingengneria e architettura) lo stesso Politecnico figura tra gli atenei migliori in Europa e nel mondo, confermando la bontà della formazione e della preparazione degli studenti e ricercatori, mentre “quando, come in questo caso la fotografia e’ scattata un po’ più da lontano e con parametri strutturali si evidenziano le difficoltà”. Così mentre gli atenei più importanti “pensano al dopo domani, noi siamo costretti ad andare a cercare finanziamenti per l’oggi, perche’ anche sulla ricerca di base non ce ne sono. Non invidio altri paesi, ma mi piacerebbe piu’ consapevolezza sul fatto che le prossime generazioni hanno bisogno di attenzione. In un mercato del lavoro che cambia ed è sempre più competitivo ci deve essere una responsabilità fortissima nel costruire un futuro per loro partendo dai temi centrali della formazione e dell’occupazione, due grandi asset per le grandi sfide sociali di fronte a cui ci troviamo”.

SALA: MILANO CREA OPPORTUNITÀ PER GIOVANI – Il Politecnico di Milano è la migliore università italiana secondo la classifica mondiale “QS World University Rankings 2018”. Un risultato importantissimo per il nostro ateneo che sale nella graduatoria mondiale. Grande soddisfazione anche per la Bocconi, in buona posizione nella classifica stilata da datori di lavoro e recruiters. Si tratta di segnali che confermano il grande impegno della nostra città nel garantire sempre più opportunità ai giovani che scelgono Milano come luogo in cui costruire il loro futuro”. Così il sindaco Giuseppe Sala commenta la classifica internazionale sugli atenei in cui il Politecnico risulta 170esimo e primo in Italia.

Condividi questo articolo