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venerdì 22 settembre 2017 06:43:23
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PROTESTANTI, SCOLA: INSIEME PER EMERGENZE CITTÀ E DIALOGO TRA RELIGIONI

3 giugno 2017 Cronaca
“Insieme come comunità cristiane siamo chiamati a testimoniare l’amore di Dio che sana ogni lacerazione e abbatte vecchi e nuovi muri, di fronte alle sfide e alle emergenze di una città che si fa sempre più plurale e meticcia. Insieme, siamo chiamati ad affrontare il dramma della presenza tra noi di tanti immigrati e profughi, che fuggono da guerre, divisioni e muri, carestie e fame. Insieme, siamo chiamati ad affrontare la sfida del dialogo tra le religioni, in particolare con l’Islam, perché emerga la capacità di ogni religione di operare per la pace e per un futuro sempre più dignitoso per tutti i popoli”. Con queste parole il cardinale e arcivescovo Angelo Scola è intervenuto al Dal Verme per il convegno Riforma500 organizzato con la presenza di tutte le chiese battiste, metodiste, valdesi e luterane in Italia. “Siamo qui insieme nella scia di quanto è avvenuto a Lund lo scorso 31 ottobre – ha detto Scola aprendo il suo intervento -, quando papa Francesco, il Vescovo luterano Munib Younan e i responsabili del luteranesimo mondiale, hanno aperto, con una preghiera comune, l’anno dedicato alla commemorazione dell’inizio della Riforma protestante. In modo emozionante, dopo secoli in cui i centenari della Riforma avevano assunto una marcata impronta identitaria e di confronto non di rado polemico tra le confessioni cristiane, nell’evento di preghiera di Lund si è resa esplicita ed imposta agli occhi di tutti la comune radice. Così anche oggi, a Milano, vogliamo lasciarci sorprendere dal gesto dello Spirito che ci attrae in un movimento di condivisione per il bene del mondo intero. Insieme, in questa vigilia di Pentecoste, domandiamo al Padre che mandi ancora una volta i doni dello Spirito di Gesù Risorto “sopra di noi, tra di noi ed in noi”. “Da questa preghiera comune, come più globalmente dal quotidiano impegno ecumenico qui a Milano – ha proseguito -, derivano conseguenze e compiti chiari e precisi. Insieme come comunità cristiane siamo chiamati a testimoniare l’amore di Dio che sana ogni lacerazione e abbatte vecchi e nuovi muri, di fronte alle sfide e alle emergenze di una città che si fa sempre più plurale e meticcia. Insieme, siamo chiamati ad affrontare il dramma della presenza tra noi di tanti immigrati e profughi, che fuggono da guerre, divisioni e muri, carestie e fame. Insieme, siamo chiamati ad affrontare la sfida del dialogo tra le religioni, in particolare con l’Islam, perché emerga la capacità di ogni religione di operare per la pace e per un futuro sempre più dignitoso per tutti i popoli. Insieme, siamo chiamati a sostenere la vita dal concepimento al suo termine naturale. Insieme, siamo chiamati ad affermare il valore e l’insuperabilità della persona umana, a partire dalla sua innata dimensione religiosa, dentro una società sempre più dominata da poteri tecnocratici che ci rendono interdipendenti e connessi, ma sempre meno capaci di comunione e di accoglienza. La preghiera di oggi ricorda ad ognuno di noi che il fondamento della nostra identità è la comunione in Cristo e la riconciliazione. Vogliamo cercarle e ricostruirle tra noi cristiani come segno e anticipo di quella pace che desideriamo per il mondo intero”.

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