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giovedì 21 settembre 2017 19:53:36
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PRONTO ALZHEIMER, CAMPAGNA CON NUMERO SOLIDALE PER SOSTENERE LINEA ASSISTENZA

19 giugno 2017 Cronaca
Fino al 26 giugno prossimo con un sms o una chiamata da rete fissa al 45526 è possibile sostenere Pronto Alzheimer, la linea telefonica della Federazione Alzheimer Italia che offre un servizio di orientamento, assistenza e sostegno ai familiari dei malati. L’Alzheimer è la più comune causa di demenza: ne rappresenta infatti il 60% dei casi. In Italia si stima che siano 1.242.000 le persone con demenza, destinate a diventare 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050: si tratta quindi di una malattia in continuo, costante e preoccupante aumento.
In 23 anni di vita Pronto Alzheimer ha risposto positivamente ad oltre 145mila richieste di aiuto, diventando un punto di riferimento nazionale sia per i familiari dei malati sia per le figure professionali che si occupano della malattia.
Chiamando il numero 02-809767, infatti, è possibile richiedere informazioni sulla malattia di Alzheimer e consigli di terapia occupazionale per facilitare l’assistenza e la gestione del malato in ogni momento della vita quotidiana; aiuto psicologico, consulenze legali, previdenziali e sociali; indicazioni sulle strutture sanitarie e sociali presenti sul territorio e invio di materiale illustrativo e informativo.
La linea è attiva dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 (negli altri orari e durante il fine settimana risponde una segreteria telefonica) ed è gestita da una struttura dedicata composta da 2 persone affiancate da volontari.
“Noi della Federazione Alzheimer Italia operiamo da sempre mettendo al primo posto la dignità e la qualità di vita della persona con demenza e dei suoi familiari – commenta la presidente Gabriella Salvini Porro – Pronto Alzheimer è solo il primo di una serie di servizi con cui vogliamo rispondere alle necessità di relazione, solidarietà e inclusione dei malati. Ad Abbiategrasso abbiamo avviato il progetto pilota “Comunità amica delle persone con demenza”, che dopo un anno abbiamo già esportato in altre 7 città: luoghi in cui si è avviato quel processo di cambiamento sociale necessario per permettere ai malati e alle loro famiglie di non sentirsi isolati e continuare a partecipare attivamente alla comunità, migliorando la loro qualità di vita”.

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