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venerdì 23 febbraio 2018 01:33:53
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Primo confronto tv negli studi Rai con i 7 candidati governatori: temi al centro da lavoro a sicurezza

15 febbraio 2018 Regionali

Si è svolto questa mattina il primo di tre confronti tra i sette candidati alla Regione Lombardia. Negli studi Rai di Corso Sempione sono intervenuti Giulio Arrighini, candidato di Grande Nord, Angela De Rosa, in corsa per CasaPound, Attilio Fontana, candidato del centrodestra, Massimo Gatti, di Sinistra per la Lombardia, Giorgio Gori per il centrosinistra, Onorio Rosati, di Liberie Uguali, e Dario Violi per il Movimento 5 Stelle. Ai candidati è stato chiesto di individuare le criticità principali per la prossima amministrazione regionale in Lombardia. “Il lavoro al primo posto – ha detto Gori -. Poi il tema dell’ambiente e quello del trasporto pubblico. Il lavoro è una priorità perché abbiamo il 30% di giovani che non lavorano, oltre a molti adulti che faticano dopo aver perso il lavoro negli anni della crisi. Credo che la risposta che dobbiamo dare sia un miglioramento della formazione e di quei dispositivi di incontro tra domanda e offerta”.
Al candidato del centrosinistra ha replicato Attilio Fontana, per il centrodestra, sostenendo come il primo punto da affrontare sia “dare una semplificazione nei rapporti tra Regione e cittadini, una sorta di sburocratizzazione” per semplificare la partecipazione ai bandi e avere risposte rapide da parte dell’amministrazione. Senza però dimenticare il tema “della sicurezza, che tutti i cittadini richiedono e credo che, pur non essendo un tema di diretta competenza della regione, il prossimo governatore dovrà porvi particolare attenzione”.
“La qualità della vita delle persone dipende dalla salute che è legata all’ambiente, che è legato ai trasporti e al tema del lavoro”. Dario Violi, M5S, punta tutto sul “dare una mano alle nostre piccole e medie imprese, in questi anni troppo spesso abbandonate, mentre per quanto riguarda l’ambiente, abbiamo la peggior qualità dell’aria d’Europa, che ci fa essere anche la regione con il più alto tasso di tumori in Italia. Dobbiamo intervenire con un piano di mobilità straordinario, investendo sulle linee ferroviarie e ammodernandole, e sulla sanità, perché 14 mesi per una mammografia è un problema vero”.
“Esiste un problema di diseguaglianze sociali in Lombardia – ha sottolineato invece Rosati (LeU) – così come uno che riguarda la situazione ambientale, molto precaria. Bisogna quindi intervenire sull’ambiente che può generare lavoro e sicurezza del territorio” anche perché la Lombardia “ha perso Pil, capacità di attrattività per quanto riguarda le imprese, e posti di lavoro. Chiediamo quindi un lavoro più qualificato, un fisco progressivo e un modello di welfare che sia effettivamente universalistico e accessibile a tutti”.
Angela De Rosa, candidata per CasaPound, ha sottolineato invece la necessità di “dirottare le risorse oggi spese per alimentare il business dell’immigrazione a favore delle politiche degli Italiani, in particolare per il diritto allo studio, per l’edilizia scolastica, per i servizi sociali, con particolare riguardo agli anziani, alla prima infanzia e ai diversamente abili”.
Il punto principale per Gatti di Sinistra per la Lombardia è invece quello di “revocare, nei primi giorni della nuova regione, le delibere di giunta che vogliono portare la privatizzazione della sanità al 100%, sostituendo i medici di famiglia con gestori, che saranno costituiti in gran parte da gruppi privati molto forti”. “Impresa, immigrazione e istruzione, sono le tre ‘I’ di Grande Nord” di Giulio Arrighini, che ha annunciato di voler “eliminare l’Irap, e possiamo farlo tagliando dei costi, per esempio riducendo il numero dei consiglieri regionali da 80 a 12, uno per ogni provincia. Sull’immigrazione il potere di decidere su quanti profughi accogliere deve essere riconosciuta ai sindaci” e non ai prefetti “ha concluso. Interrogato sul tema immigrazione e sicurezza, il candidato del centrosinistra, Giorgio Gori ha accusato “la Regione di aver lasciato totalmente soli i comuni, che hanno affrontato momenti molto difficili. Io credo – ha aggiunto – che la Regione debba fare esattamente il contrario, aiutando i comuni e mettendosi al centro, diventando una regia di una politica di accoglienza e avviando dei perorsi di integrazione”. Gli ha risposto Fontana, sostenendo che “non si tratta di una questione di rapporto tra Regione e Comuni, ma cedo che il vero problema sia la mancanza di una strategia da parte del Governo. Viene trattata come se fosse un fatto emergenziale, ma è strutturale. Quindi, prima di poter dare una risposta, bisogna capire come possiamo accogliere queste persone e che tipo di integrazione possiamo dare loro”.
Anche dal M5S arrivano accuse a “Regione Lombardia, che non ha costruito una cabina di regia e una rete vera, in modo da poter poi urlare all’immigrato e cercare di lucrare politicamente su questo tema. È evidente che bisogna agire presso il governo – ha aggiunto Violi – fare una rete e dare sostegno ai comuni nella gestione. Ma è importante abbattere i tempi di valutazione” delle richieste di asilo. “L’immigrazione è un fenomeno strutturale di cui tutti si devono occupare – dice Rosati -. Noi siamo contro la Bossi-Fini e contro i decreti Minniti e vogliamo che Regione Lombardia non guardi dall’altra parte, ma si attivi per gestire con i comuni e con le prefetture una accoglienza diffusa di queste persone. In questi anni – ha concluso Rosati – la Regione, non solo non ha favorito un processo di integrazione, ma ha osteggiato gli immigrati con le proprie leggi, che servivano a discriminare”.
Angela De Rosa invece ha sottolineato l’inutilità di “portare l’esercito nelle nostre città per fermare l’invasione. La sicurezza dei cittadini – ha detto – è garantita nella misura in cui si permette ai cittadini di vivere il loro territorio, non certo creando i problemi e pensando poi di risolverli militarizzando le nostre città”.
“In Italia, il fascismo e il nazismo sono reati, non sono opinioni e vanno perseguite e sciolte le organizzazioni che professano queste fedi. Conseguentemente anche tutto ciò che alimenta un razzismo pericoloso” è la posizione di Massimo Gatti sul tema, mentre per Giulio Arrighini il patto Stato-Regione “è un accordo di programma che di fatto mette la Lombardia nelle condizioni di essere trattata come una colonia, dove i sindaci non hanno potere e lo stato centrale si impone”.
“Alla fine la scelta — è l’appello finale di Giorgio Gori agli indecisi – sarà tra il candidato voluto da Salvini e il candidato di una larga coalizione di forze riformiste civiche che portano la Lombardia finalmente nel futuro”, mentre il suo avversario, Fontana, ribadisce la volontà di “continuare il buon governo della Lombardia di questi ultimi 20 anni e riuscire a concretizzare quella riforma sull’autonomia che consentirà alla Regione di avere più poteri e più risorse”.
Dario Violi punta tutto sull’intenzione del M5S di “riuscire a lavorare tutti insieme, migliorando e investendo sui trasporti, una sanità pubblica che metta al centro la persona e una qualità dell’ambiente che faccia soffrire meno e costi meno”, metre Rosati sottolinea “l’esigenza i ricostruire un rapporto di fiducia (tra elettori e politica, ndr). Ci vorrà del tempo, ma penso che questo tempo sarà ben impiegato se la politica sarà in grado di parlare partendo dai propri valori”.
De Rosa evidenza come CasaPound sia “l’unico movimento che vuole affermare il principio di giustizia sociale a favore degli Italiani”, mentre Gatti sostiene di rapresentare “il vero voto utile, per la credibilità e la coerenza che noi mettiamo in campo rispetto alla giunta uscente”. Arrighini, infine, identifica il suo Grande Nord come futuro “sindacato del nord. Non è pensabile – ha detto – che una delle quattro locomotive economiche d’Europa debba delegare e trattare con Roma ogni piccola questione”.

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