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omnimilano

Post Expo, ecco “Human Technopole”
7 centri, 1.500 ricercatori-personale

24 febbraio 2016 Politica

“Questa sfida non è fatta da un singolo istituto, perché anche i più forti del mondo devono mettersi insieme”. Così Roberto Cingolani, direttore scientifico di Iit di Genova, ha aperto il suo discorso di presentazione al Piccolo, alla presenza del premier Matteo Renzi, di quello che definisce un “programma di visione” per il progetto ‘Italia 2040- human technopole’, progettato per il post Expo con un “grosso lavoro di 110 incontri in 66 giorni”. Il progetto scientifico del technopole promuove un approccio multidisciplinare e integrato sul tema della salute e dell’invecchiamento combinando medicina, big data, nanotecnologie e nutrizione con l’obiettivo di creare una nuova conoscenza scientifica e nuove tecnologie. Lo human technopole sarà organizzato in 7 centri:”tre di genomica, tre che si occupano di sviluppare algoritmi e uno che sviluppi tecnologie ancillari”. A questo si aggiungono tre facilities condivise. Il progetto prevede l’insediamento nell’area Expo di una infrastruttura centrale di laboratori che ospiterà circa 1500 fra ricercatori, tecnici e amministrativi che costeranno circa 150 milioni di euro per sostenere i quali “sarà necessaria una legge di finanziamento stabile”. Dopo Cingolani è intervenuto Renzi che ha parlato di un “progetto petaloso”, ricordando il caso del bambino che ha “coniato” la parola “petaloso” che e’ stata “approvata” dall’Accademia della Crusca. Per il premier che ha dato appuntamento “entro maggio” per un incontro sul sito Expo,  bisogna “alzare l’asticella delle ambizioni” e “quello che ci deve caratterizzare e’ una fame senza fine di un progetto credibile”. E un ruolo speciale lo riserva a Milano che “non solo e’ nelle condizioni di guidare il cambiamento in Italia, ma ha la responsabilita’ morale di guidare cambiamento in Italia e sotto questo profilo il governo si sente impegnato in una sfida comune”.

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