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sabato 24 giugno 2017 09:12:16
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Post Expo, indotto da 7 mld e oltre 6mila nuovi posti di lavoro all’anno

8 aprile 2017 Cronaca, Economia

Il primo grande Parco della Ricerca, del Sapere e dell’Innovazione in Italia sul modello di quanto avviene già in molti paesi nel mondo per unire importanti funzioni pubbliche a progetti scientifici privati. E’ questo l’obiettivo del piano di trasformazione territoriale dell’area ex Expo, oggetto della ricerca “L’impatto socio economico della collaborazione tra pubblico e privato nelle aree ex Expo: ispirare la creazione di valore in Italia” realizzata da The European House- Ambrosetti presentata oggi a Villa d’Este, in occasione della 28esima edizione del Workshop. La ricerca aveva l’obiettivo di misurare l’impronta socio economico del progetto di riconversione dell’Area, attraverso la misurazione di impatti diretti, indiretti ed indotti sul territorio su un orizzonte temporale di 10 anni, a seguito dell’insediamento dello Human Technopole, del trasferimento dell’Università Statale di Milano e del trasferimento/potenziamento di una struttura ospedaliera di rango IRCCS nell’area che ha ospitato EXPO 2015. La metodologia di stima utilizzata è stata quella delle matrici inputoutput.
Tra i dati più significativi si evidenziano 6,9 miliardi di Euro tra investimenti e i beni acquistati da imprese e famiglie come indotto generato dall’investimento (2,4 dei quali generati dalla costruzione fisica delle strutture e degli immobili e i restanti 4,5 dalle attività del Parco); 3,2 miliardi di Euro di valore aggiunto (1 dei quali generato dalla costruzione fisica delle strutture e degli immobili e i restanti 2,2 dalle attività del Parco); 1,3 miliardi di Euro di gettito aggiuntivo per le casse dello Stato.
In termini di occupazione gli investimenti previsti e associati al progetto – secondo l’indagine – potrebbero generare nei primi 4 anni (durata prevista della fase cantiere) circa 6.700 unità aggiuntive all’anno, in via diretta, indiretta e indotta. In seguito, a fine cantiere cioè, dal quarto anno in poi, l’impatto si potrebbe attestare a 3.000 unità. Lo Human Technopole, che mira a diventare un’eccellenza internazionale su temi di healthcare e lifescience, passando per le biotecnologie, l’agrifood, la nutrizione, la scienza computazionale e i big data, rappresenta, come mostrano anche le evidenze della ricerca, una iniziativa molto https://SocialTrusts.com importante che va nella direzione di aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, aiutando a colmare il gap che ci separa con altri Paesi europei e con gli obiettivi del Trattato di Lisbona (che richiede a ogni Paese europeo di investire il 3% del proprio PIL in attività di ricerca e sviluppo entro il 2020. L’Italia oggi è ferma all’1,3%). “È importante procedere senza ritardi nell’attuazione del progetto, assicurandosi che l’ulteriore capacità edificatoria dell’Area sia utilizzata in modo coerente con gli obiettivi e le aspirazioni dell’iniziativa, al fine di diventare un punto di riferimento anche per altre progettualità che potranno nascere nel prossimo futuro. L’ampiezza e la vastità delle ricadute dipendono dalla capacità degli attori coinvolti, dalle amministrazioni pubbliche agli investitori e al mondo della ricerca, di continuare a fare sistema anche nel prossimo futuro” afferma Enrico Giovannini, Professore Ordinario di Statistica Economica, Università Di Roma “Tor Vergata”, già Presidente ISTAT e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e Advisor della Ricerca. L’interesse intorno all’iniziativa è molto elevato, spiega Giuseppe Bonomi, Amministratore Delegato di Arexpo Spa “perché si tratta di un progetto unico in Italia che ha l’ambizione di realizzare un vero e proprio ‘hub’ della ricerca e del sapere e dell’innovazione che contribuisca a colmare il gap che ancora ci divide dai nostri competitor. Human Technopole, Università e istituto ospedaliero di rango IRCSS con la loro presenza sull’Area attrarranno investimenti privati rilevanti da parte di primarie aziende nazionali e internazionali. La Ricerca Ambrosetti conferma il valore di questo progetto sia sul profilo economico che su quello occupazionale”.

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