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domenica 22 ottobre 2017 04:53:01
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PIAZZA SCALA, IN CENTO TORNANO DOPO SCONTRI CASAPOUND: “RESIDENZA PER TUTTI”

6 luglio 2017 Senza categoria

Dopo gli scontri con Casa Pound di una settimana fa, circa un centinaio di militanti antifascisti, appartenenti alla piattaforma ‘Nessuna persona è illegale’, sono tornati davanti a Palazzo Marino per chiedere un “residenza anagrafica per tutti”. “La settimana scorsa è andata come è andata – ha spiegato uno degli attivisti del Naga (tra le associazioni organizzatrici), facendo riferimento agli scontri tra una loro delegazione e alcuni esponenti di Casa Pound – e siamo tornati oggi”. Palazzo Marino, in occasione di questo evento, è stato circondato da una doppia fila di transenne e un paio di camionette di Carabinieri e Polizia, in tenuta antisommossa, sono state posizionati sulle strade laterali – via Marino e via Case Rotte – teatro dei tafferugli della scorsa settimana. La residenza anagrafica – richiesta durante il presidio – è un requisito indispensabile per accedere ad alcuni servizi di assistenza e aiuto, spiegano gli organizzatori, per questo la “rivendichiamo per tutti: per il popolo migrante, per gli italiani emarginati a causa del reddito sempre più basso, per i senza fissa dimora, per i rom, per gli occupanti di case che non hanno possibilità di regolarizzare la loro posizione”. Un requisito, quindi, esteso a italiani e stranieri.
Alla manifestazione è intervenuto anche l’assessore ai Servizi Sociali, Pierfrancesco Majorino: “Sono sceso a salutare il gruppo di manifestanti che è stato vittima di una aggressione fascista da parte di Casa Pound la scorsa settimana. La manifestazione gli fu impedita e sono venuto per questo” ha detto l’assessore, spiegando che “il tema che pongono è di grande rilievo: il fatto che persone che non hanno la residenza, che nulla c’entra con la cittadinanza o con l’essere regolari o irregolari, non hanno la possibilità di accedere ad alcuni servizi”. Un tema su cui l’assessorato al Welfare sta già lavorando, a prescindere da questo presidio, ma che incontra alcune problematiche amministrative, ha spiegato Majorino. “Non sono un cultore delle transenne, ma le capisco” ha poi aggiunto l’assessore guardando alla doppia fila che separa l’ingresso del Palazzo dai manifestanti: “il palazzo per me ha senso se è sempre aperto verso chi condivide gli ideali democratici e i valori della Costituzione, ma capisco la situazione e lascio fare agli addetti ai lavori e a chi gestisce la sicurezza”.

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