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PIAZZA OBERDAN, NASCE GRUPPO RICERCA MULTIDISCIPLINARE SU EX ALBERGO DIURNO

4 maggio 2016 Cronaca

Un gruppo di ricerca multidisciplinare che si dedicherà per un anno allo studio dell’Albergo Diurno Venezia di piazza Oberdan, affidato nel 2015 al Fai dal Comune di Milano. L'iniziativa prende il via con una convenzione firmata oggi dal Fai con l’Università degli Studi e il Politecnico, “un primo necessario passo per impostare un progetto di restauro e valorizzazione capace di esprimere la storia e la vocazione, il valore e il significato di questo luogo speciale destinato a tornare regolarmente aperto e fruibile dal pubblico”, spiega il Fondo ambiente italiano in una nota.
Il progetto di ricerca – spiegano i promotori – coinvolge dieci docenti e studiosi dell’Università degli Studi di Milano, afferenti al Centro di ricerca MIC (Moda Immagine Consumi) del Dipartimento di studi storici, e altrettanti docenti e studiosi dei Dipartimenti di Architettura e studi urbani e di Architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano. Il gruppo di ricerca multidisciplinare indagherà la forma, la storia, la vita e la fortuna dell’Albergo Diurno Venezia attraverso architettura, urbanistica, storia, arte, letteratura, cinema, moda, costume ed economia. Tante sono le tracce che questo luogo, punto di riferimento per quasi ottant’anni per viaggiatori e milanesi, ha lasciato nella documentazione e nella memoria collettiva ed è obiettivo di questo progetto rimettere insieme i pezzi per ricostruirne e raccontarne a tutti l’identità e il valore storico e attuale. Al gruppo di ricerca si unirà il contributo prestigioso della Fondazione Piero Portaluppi e della Scuola di Cinematografia di Milano, che realizzerà originali contributi video utili alla futura valorizzazione del bene, tra cui interviste a cittadini milanesi che frequentarono e lavorarono all’Albergo Diurno Venezia.
Numerosi gli argomenti che saranno affrontati dai ricercatori: dalla panoramica sugli alberghi diurni in Italia, allo studio dei flussi turistici in transito presso quello milanese, alla gamma dei servizi offerti al pubblico, alla gestione economica; si aggiungono a questi le testimonianze nella letteratura e nel cinema e altri approfondimenti originali, che affrontano le tematiche di genere nello spazio pubblico o la psicologia
delle architetture nel sottosuolo; altrettanto utili e interessanti sono i contributi che interessano l’edificio nella sua relazione con il contesto urbanistico della piazza, del quartiere e della città di Milano tra i primi del Novecento e oggi. Saranno analizzati, inoltre, storia edilizia, aspetto e funzionalità dell’edificio sotterraneo e i suoi apparati decorativi, che esprimono lo stile e la moda dell’epoca e lasciano intravedere nel progetto la mano del celebre architetto Piero Portaluppi, il cui ruolo sarà specificamente approfondito grazie alla collaborazione con la Fondazione Portaluppi. Il Politecnico di Milano, infine, contribuirà concretamente alla conoscenza dell’edificio propedeutica al restauro, svolgendo rilievi, schedature e altre operazioni fondamentali per la diagnostica e la conservazione.
Per l’Università degli Studi gli studiosi impegnati saranno coordinati da Emanuela Scarpellini, fondatrice e direttrice del Centro di ricerca MIC ed esperta di storia dei consumi. Per il Politecnico la parte di ricerca su architettura e studi urbani avrà come coordinatore e referente Roberto Dulio, mentre quella di analisi tecniche, studi preventivi, rilievi e diagnostica sarà coordinata da Stefano Della Torre.
Alla fine di questo anno di ricerca il FAI e le istituzioni coinvolte raccoglieranno i risultati in un volume, prima monografia approfondita sull’Albergo Diurno Venezia, testimonianza concreta di un impegno collettivo che arricchisce il patrimonio culturale di Milano. Grazie a quanto raccolto, inoltre, il FAI, con il supporto della Delegazione di Milano, organizzerà nuove attività di valorizzazione all’interno del bene (visite ed itinerari tematici, dibattiti, mostre, etc.) e inizierà la redazione, in accordo con il Comune di Milano, del progetto di recupero del bene.

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