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domenica 19 novembre 2017 11:44:03
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Piazza Fontana, commemorazione a 47 anni da strage. Sala: “Determinati a non perdere memoria”

12 dicembre 2016 Cronaca, Politica

Alle 16.37 in punto, l’ora in cui 47 anni fa scoppiò l’ordigno, davanti alla sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura sono state deposte le corone in ricordo delle 17 vittime della strage di piazza Fontana. Il corteo, partito da piazza della Scala, dove un altro ordigno fu rinvenuto inesploso lo stesso giorno, ha raggiunto la piazza poco prima delle 16.30. Un tributo ai morti, ai feriti e ai familiari, ma come ogni anno occasione per riflettere su una strage “per cui nessuno ha pagato”, spiegano i rappresentanti dei familiari delle vittime che ancora oggi chiedono “verità e giustizia”. È stato Carlo Arnoldi a ripercorrere le fasi del processo riguardante la strage rammaricandosi per l’assenza del ministro Andrea Orlando: “eravamo convinti che potesse venire, ma come sempre a Milano non viene mai nessuno”, ha detto. “Sulla strage di piazza Fontana si sa tutto – ha concluso riferendosi alla verità processuale che non è mai emersa – è stata una bomba fascista messa per causare tensione e destabilizzare il Paese”. A intervenire, davanti alle circa 500 persone presenti, anche il segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana Massimo Bonini che ha spiegato che “continuare a tramandare la memoria vuol dire portare avanti la giustizia”, e il presidente del Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano Roberto Cenati che ha ricordato la “mobilitazione ferma” della città dopo i fatti del 12 dicembre e ha ricordato “la 18esima vittima, Giuseppe Pinelli”, l’anarchico accusato di essere coinvolto e precipitato dalla finestra della questura.

SALA: “DETERMINAZIONE PER NON PERDERE MEMORIA” –  Il sindaco Giuseppe Sala, intervenuto in piazza Fontana, ha esordito ringraziando i presenti “perché eravate qua l’anno scorso, l’anno prima e ci sarete finché Milano non avrà giustizia. Di fronte a questa piazza mi sento fiero di essere sindaco”. Ricordando quegli anni, Sala ha detto che nel 1969 “io avevo 11 anni e mi ricordo la difficoltà di mia madre nello spiegarmi cosa era successo e il significato che aveva. Noi a Milano abbiamo sempre avuto questa capacità di andare avanti, però sarebbe molto diverso con la consapevolezza che certe verità siano venute fuori” anche perché “credo che il dolore che proviamo per questa strage ma anche per quella di via Palestro sia qualcosa che questa città non merita. Da quando sono sindaco – ha concluso – mi accorgo che sto cambiando. Ci sono due cose che sento più di prima: l’insofferenza di fronte alle ingiustizie come questa e il timore che ho che si perda la memoria. Vorrei promettervi la mia determinazione nel far sì che la memoria non si perda, e promettervi che nei luoghi della memoria noi ci saremo. Mi sento il sindaco di tutti i milanesi, ma in questo momento mi sento il sindaco di chi è qua con me che rappresenta la bella Milano”.}

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